Posted on 30 gennaio 2011

Mi sono incastrata in un Dior

I signori passeggeri sono pregati di guardare il seguente video dal minuto 3:33 al minuto 4:57.

Mi sono incastrata. Mi sono incastrata in un Dior. Ci sono venuta fin da Bologna, per accovacciarmi ed incastrarmi in un Dior.

Ma facciamo un passo indietro.

Non mi ricordo se l’avevo detto – come al solito.. dovrei mangiare più pesce, inizio a perdere colpi – ma sono partita per una settimana per Parigi con la cara Gossip Girl. Doveva essere una settimana all’insegna dell’alta moda. Avremmo dovuto partecipare alla fiera “Pret-à-Porter Paris”. Avremmo dovuto frequentare i migliori bar e ristoranti. Avremmo dovuto bearci delle visite ai parchi, dei momenti di shopping folle nei negozi vintage e delle cioccolate calde a Ladurée. Avremmo dovuto provarci un sacco di vestiti nei negozi più chic.

Tutto questo in effetti è davvero successo. Quello che non era previsto, era il fatto che mi prendessi, nell’ordine: mal di gola, mal di testa, mal di schiena, tosse e cagarella. Ah, già, e mi sono anche schiacciata il basso del palmo della mano sinistra dentro le ante dell’armadio.

Ma questo non ci interessa, iniziamo di nuovo.

Partiamo il 22 Gennaio, con un trolley e una valigia ciascuna (per l’occasione ho preso i miei due bagagli più belli, il trolley Prima Classe di Oliviero Martini e la valigia Samsonite con tutti i patacchi dei luoghi dove sono stata). Purtroppo le previsioni danno brutto tempo, ma non ci facciamo intimorire. Ci sentiamo cariche nonostante siano le cinque del mattino e siamo allegre. Dopo un’oretta di volo, facciamo scalo a Monaco, ed è come essere atterrate nel paradiso terrestre: negozi a perdita d’occhio, tutti free tax, massaggiatori, manicure, thè gratis distribuito alle macchinette! Passata un’ora, non vogliamo più schiodare da lì. Schiodiamo giusto perché abbiamo un aereo per la Ville Lumière, e perché sappiamo che faremo scalo lì anche al ritorno.

Dopo un’altra oretta, arriviamo a Parigi. Primo problema. Non si sa bene chi (gli storici si accapiglieranno) ha spento la luce in casa, lasciando il frigorifero pieno di pesce. Eh già. Pesce. Non vi dico cosa c’era dentro al frigo. Nè di cosa puzzava. Ma non ci siamo scoraggiate, abbiamo pulito tutto con la varechina e disinfettato. La puzza si è scoraggiata meno di noi ed è tornata. Non ci siamo scoraggiate e abbiamo pulito di nuovo con la varechina e disinfettato, e lavato anche tutti i ripiani del frigo. La puzza si è scoraggiata meno di noi ed è tornata ancora. Scoraggiate, abbiamo buttato via il frigo.

Il primo giorno comunque era già dedicato allo shopping al mercato delle pulci. Ma quello che aspettavamo con maggiore ansia era il lunedì, la giornata “Haute Couture”. Ci siamo messe tutte eleganti e siamo andate da Chanel, da Dior e da Valentino.

Da Chanel siamo entrate tutte timorose, ma abbiamo salutato con un grande sorriso il portiere che ci ha aperto la porta, le commesse che ci chiedevano affabili se volessimo chiedere qualcosa riguardo qualche vestito. Gossip Girl si innammmora di una nuvola d’angora. Io le dico “Dai, provatelo”. Lei dice “No, ma va là, non posso provarmi uno Chanel da 5000 euro!”. Io le dico “Dai provatelo”. Lei dice “No, dai, ma poi cosa dico? Mica ho i soldi per comprarlo!”. “Se te lo provi me ne provo uno da Dior dopo”. “Ok”. La commessa ci accompagna sorridendo in camerino. Entriamo. Il camerino è grande come la mia stanza. C’è una panca in tek lucido, un appendiabiti, una vestaglia di seta e dei kleenex firmati Chanel pure loro. Alla fine inventiamo una scusa del tutto implausibile sul perché il vestito non va bene e usciamo dal negozio.

Più tardi, andiamo da Dior. Siccome pioveva, ho ricordato a Gossip Girl di stare attente a dove mettere i piedi, onde evitare di fare un volo come Carrie e dover accovacciarci e raccattare da Dior. Fluttuiamo da un abito all’altro, saltelliamo come ninfe da un sandalo all’altro, snasiamo da un Dior Chérie all’altro. E poi lo vedo. Lui.

Ohhh. Devo provarlo. Momento di panico sulla mia taglia – non ho idea di quale sia la corrispondenza tra le taglie francesi e quelle italiane. La commessa decide che in Francia ho una 34, e mi porge il vestito. Io e GG entriamo in camerino. Analizziamo l’abito. Neanche una cerniera. Dico io, con tutti i soldi che costano, una cernierina potevano anche mettercela. Gira che ti riprilla, diamo per scontato che il vestito sia sufficientemente elasticizzato da entrarmi e poi starmi addosso come un guanto. Abbiamo dato per scontato troppo. Da sopra non entra. Vabbè, avrò la testa troppo grossa. Da sotto entra. Ok. E poi PAM! Incastrato sui fianchi. Non va su, non va giù. GG mi intima di stare calma, che se poi strappo un vestito di Dior tentando di sfilarmelo sono cazzi amari. Alla fine di un corso-lampo di training autogeno e respirazione Lamaze, riusciamo a sfilarlo. Evidentemente ero una 36.

Poco più avanti sulla stessa strada, vediamo Valentino. Entriamo da Valentino. GG prova un abito, io chiedo di provarne un altro. Questo, per la precisione.


Ma non c’è la mia taglia. La commessa mi spiega che forse ne sono rimaste in un altro negozio. Così decido di provarmene un altro. E cado in amore.

Perfetto. Mi sta da dio. Bellissimo, fantastico, stratosferico. Perdutamente caduta in amore, a prima vista. Come dice la descrizione, è un abito in pizzo Lace Bouquet (la cui composizione è all’85% viscosa e e al 15% poliammide) Point d’Esprit e Tulle Illusione, foderato in seta 100%. E’ un abito perfetto per occasioni speciali, impreziosito da un dettaglio in pizzo macramè sul fianco destro che crea un drappeggio. E’ a portafoglio con smerli sul fondo. La lampo è invisibile dietro la schiena. Peccato per quella lampo dietro la schiena che mi convince poco, avrei preferito sul lato. Il fatto che costi 2980€ ovviamente non conta nulla, il problema è proprio la lampo. Ma mentre rimiro ancora un pochino il mio nuovo fidanz..vestito, bussa alla porta del camerino il vero problema. La commessa mi dice che ha chiamato il negozio di Cannes e che se voglio possiamo far portare il vestito che chiedevo da lì! Evviva! Ora è tutto risolto! Possiamo far chiamare il vestito dalla Costa Azzurra così potrò morire di vergogna nel momento in cui mi toccherà inventarmi una scusa strampalata sul perché il vestito non fa al caso mio. Poi mi chiede per quale occasione stavo cercando il vestito.


Ehh.. Già. Per quale occasione stavo cercando il vestito?

“Mah.. pffff.. non è che ci sia proprio un occasione.. [e mo' che cazzo mi invento?!] cercavo.. sì, insomma, cercavo un vestito un po’ più formale, un filo più elegante da mettere.. [da mettere quando?? a lezione di egittologia??] sì, cioè, qualora.. ehm.. [scappa! scappa! scappa col Valentino addosso!!!] qualora se ne presentasse l’occasione [hahahah!]“.
“Beh, devo dire che allora quello che ha addosso adesso è perfetto!”. [Eh sì, guardi, lo pensavo anche io]. “Però, ora che mi ci fa pensare, ne ho un altro molto carino, glielo vado a prendere!”. [Ecco, così adesso di scuse me ne devo inventare tre].
Torna, mi porge un abitino nero, con lo scollo a V e delle ruches su un lato. Ohhh, erano mesi che cercavo un abitino nero.. la cosa che nell’armadio di ogni donna non deve mai mancare!
“Allora, questo è un po’ lunghetto per lei, ma se lo facciamo accorciare lo rendiamo un po’ più giovanile e meno elegante, e diventerebbe il perfetto abitino nero da cocktail..” [oooohhh, sìììì, il perfetto abitino nero da cocktail! Proprio lui, proprio lui!] “..il perfetto abitino nero da cocktail very Valentino che si può portare in ogni occasione! Inoltre con queste ruches sulla scollatura si può giocare con gli accessori..” [ohhhh, potrei giocare con gli accessori!!!] “..inoltre a prezzo pieno viene 1290€, ma è scontato del 50%!” [oddio! oddio! risparmiando solo un pochino potrei permettermelo! lo voglio! lo voglio!].
E adesso cosa dico? Ha ragione. Ha ragione su tutto. L’abitino è il perfetto abitino nero da cocktail, quello che ho addosso mi sta davvero come se ci fossi nata dentro, e perché non far portare l’altro da Cannes, in fondo?
GG mi riporta alla realtà e mi fa notare che non posso spendere 6125€ per comprarli tutti e tre. Ma come no? in fondo di reni ne ho due, uno posso anche vendermelo! E così risolverei tutto e potrei tornare a casa felice!
“Beh, penso che ora ci penserò.. perché sono tutti molto belli, e sarei davvero tentata.. ma sono indecisa! Penso che ci penserò”.

Ci sto ancora pensando. Sigh.

Specialmente ora che sono a letto malata per la terza volta quest’inverno (ve l’ho già detto che odio l’inverno? se l’ho già detto lo ridico! ODIO L’INVERNO!), mentre guardo la neve che scende (BASTA! BASTA!!) copiosa. Quindi, ho molto tempo per pensare a quanto sono stata brava a risparmiare in questo viaggio a Parigi, e alla maglia che volevo andare a prendermi da Brandy&Melville, operazione che risulterà alquanto difficoltosa, visto che io ho ormai la tubercolosi e che fuori sta scendendo una bufera di neve. Chiamerò l’Imma e sentirò se per caso domani riesce a passare dal centro e prendermi la maglia. Era in saldo, non vorrei che saldasse via.

Inoltre ricordo che domani teoricamente dovrei andare a farmi togliere il dente del giudizio, ma sono proprio curiosa di come si fa quando si hanno attacchi tisici ogni 5 minuti.

Vedremo.


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