Posted in ottobre 2011

Il bello..

.. di avere un moroso che abita in campagna è che ti fa assaggiare le tue prime melagrane (per giunta, fatte in casa) (sua) (anzi, nel suo giardino che è un Eden, dove crescono melagrane, erbe aromatiche, pomodori e fiori d’arancio).

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Ma sono buone! Sanno tipo di mela pompelmata ciliegiosa!

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Shopping (stava per essere pubblicato come “shooping”)

Ecco un post solo per fare sfoggio delle cose belle che mi compro io.

Non è vero, in realtà è un post inutile perché avevo voglia di scrivere e anche di fare delle foto hahahahahahahah.

Dopo aver agguantato un voto più che decente nella seconda parte dell’esamino di letteratura italiana

No, non erano questi tutti i libri da studiare. Qui ne mancano tre.

ho deciso che finalmente potevo concedermi il tanto agognato shopping invernale (che aspetto di fare dal mese scorso ma che non ho potuto fare, visto che la paghetta di settembre si era già consumata ad agosto nell’ultimo viaggio a Parigi). Nel mio enorme progetto di S.V.V.A.S.S.D.C.A.N. (Smaltimento Vestiti Vecchi Al Solo Scopo Di Comprarne Altri Nuovi), che come sigla assomiglia tristissimamente alla parola svastica e che quindi, non piacendoci, potremmo chiamare R.V.A.A.S.S.D.U.I.D.R.P.C.D.N. (Riciclaggio Vecchi Abiti Al Solo Scopo Di Utilizzare Il Denaro Ricavato Per Comprarne Di Nuovi), e che, parendoci troppo lungo, potremmo abbreviare amichevolmente in A.S.S. (visto che Al Solo Scopo è la costante tra le due sigle), ho fatto questo relativa talmente lunga che mi sono scordata qual’era la proposizione reggente.

Quindi, nel mio enorme progetto di A.S.S. che potete trovare qui, ho deciso che avrei fatto un tour de force – sai che force – ad ottobre, comprando tutti i vestiti invernali (invernali davvero, non quelli estivi che di solito uso uno sopra all’altro in inverno) e poi basta. Cioè, fino almeno a febbraio, nient’altro. nessun altro acquisto di abiti. Sono seria. Ce la devo fare. E quindi oggi, finalmente, sono potuta andare a fare shopping sfrenato con un pazientissimo OP

Esemplare rarissimo di OP paziente.. sono stata fortunata a riuscire a fotografarne uno di nascosto con il cellulare.

che mi ha accompagnata e supportata nei momenti di massimo sconforto relativi a quale smalto comprare.

E poi ecco qualcuno degli acquisti. Perdonatemi la qualità non propriamente al mio standard, ma le ho fatte con pochissima luce, l’iso a 1000000000000 e quindi sono tutte sgranate.. sigh! (Le foto non comprendono: una camicia blu che è così blu che la macchina fotografica non riusciva a vederla e quindi a metterla a fuoco nell’oscurità; la crema Bio Bio Baby specifica per l’OP – che per chi non lo sapesse, l’OP è un bimbo atopico – perché la foto aveva una prospettiva tutta strana e piatta; uno smalto rosso coagulo della Revlon che non ha potuto essere fotografato per lo stesso motivo della camicia; due pacchetti di assorbenti, che non ho ritenuto necessario fotografare).

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Maglioncino puccioso che sa un po' di "Bridget Jones quando vede Mark Darcy al buffet freddo di tacchino al curry".

Maglia con la quale sono caduta in amore. Solo la parte sopra è fatta a maglia, il resto è cotono fluttuoso.

Chi aveva idea che i profumi di Zara fossero così buoni?!

I calzini più pucciosi della terra.

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PS. Il fatto che le foto non siano a qualità ottimale non vi giustifica a. a non lasciare commenti e b. a non passare il mouse sopra le suddette per vedere le didascalie!

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Basta un poco di zucchero che non sia uno yoghurt all’albicocca e la pillola va giù

Mi ritengo alquanto allarmata dal fatto che ormai tutti i miei post riguardino solamente a. sfoggio di foto fatte nel più recente viaggio (cosa che potrebbe anche andare bene, chiamandosi questo blog “la Ragazza con la Valigia” e non, che so, “la Ragazza che Stirava i Panni”) e b. lamentazioni riguardo i miei acciacchi.

E infatti questo è uno di quei post.

Non ho foto di magnifici posti da mostrarvi.

Quindi indovinate a quale categoria appartiene?

Esatto! A quanto pare il mio sistema immunitario ha pensato “Ehi! Guardate! E’ ottobre! Freghiamocene allegramente del fatto che fuori ci siano ancora 700° gradi all’ombra come se fosse luglio! Impediamo alla Ragazza con la Valigia di godersi gli ultimi giorni di caldo che ci sono stati donati dalla Provvidenza che sa bene che la Ragazza con la Valigia odia l’inverno e ha voluto farle una cortesia! E’ ufficialmente autunno, possiamo già andare in malattia! Yeeee!”. Ed ecco quindi che mi sono ammalata. Di cosa di preciso non è dato sapere. Diciamo che è un’Influenza Versatile.

Nel giro di quattro giorni ho avuto: mal di gola, mal di testa, mal di denti, male alle orecchie, vomito, caghetta, tosse secca, tonsillite e infine tosse grassa, sulla quale sembriamo esserci stabilizzati, trasformandoci così in un’ottuagenaria scatarrosa. Anche se l’attacco vomitoso è dovuto al fatto che non sono capace di ingoiare le pillole. E l’antibiotico è una pillola. Capisco che probabilmente queste informazioni non fossero strettamente necessarie e che ne avreste fatto volentieri a meno, ma ormai mi sento quasi obbligata ad aggiornarvi sul mio stato di salute. Potrei infatti chiamare il blog “la Ragazza con la Valigia Già Fatta Pronta per il Ricovero”, o “la Ragazza con l’Antibiotico”. Infatti ormai, visto che siamo sull’andazzo schifolento andante tanto vale informarvi di ciò che accade nel momento in cui decidete di prendere una pillola di antibiotico in altro modo che non sia inghiottirla. Non pensate male. Innanzitutto, inspiegabilmente gli antibiotici non vengono quasi mai prodotti in bustine o compresse masticabili/effervescenti, ma solo in supposte, punture, o siluri ininghiottibili. I metodi più stupidi per prendere le medicine. Così la gentile farmacista ci ha suggerito di pestare il siluro e mettere la polverina in modo da poterla assumere, tipo infilarla in un pezzo di pane, o sniffarla. Siccome il pane non c’era e io non sono avvezza a sniffare alcunchè, ho deciso di mescolarla in uno yoghurt (dopo aver impiegato circa quindici minuti perché i siluri, oltre che ininghiottibili, sono anche impossibilmente resistenti quando tentate di sbriciolarli con pestello e mortaio). Lo yoghurt era all’albicocca. Non perché questo c’entri qualcosa con ciò che è accaduto in seguito, ma per dovere di cronaca lo riportiamo. Sciolgo la polvere di antibiotico nello yoghurt all’albicocca, metto in bocca il primo cucchiaino.. e meno male che sono riuscita ad arrivare in bagno prima di combinare un disastro. Avete presente il sapore dell’uva marcia? Non c’entra niente. Questo era bile. Bile pura con aggiunta di wasabi non piccante, solo che in forma di polvere e non di medusa gialla o poltiglia verde acido.

Quindi, cari farmacisti, se non siete sicuri di cosa contiene un antibiotico, non consigliate di scioglierlo da nessuna parte. Specie quando i produttori del tale antibiotico per una volta hanno avuto pietà e – comunque ben lungi da produrlo anche in bustina – hanno reso almeno l’involucro proteggi-stomaco della pillola zuccherato (come ho scoperto subito dopo, quando ho deciso che l’avrei ingoiata, la pillola, avendo così la conferma che davvero con un poco di zucchero la pillola va giù).

Ah, già. Sono andata dall’otorino per via di quel gatto che mi fa le fusa nelle orecchie (chiamato in gergo medico Acufene, nome che mi pare alquanto brutto per un povero gatto che in fondo, oltre a fare le fusa, non fa altro). Abbiamo scoperto la causa. Il gatto fa le fusa perché, a quanto pare, mi sono slogata una mandibola. Non so se conoscete qualcun’altra che sia stata in grado di slogarsi una mandibola.

Forse sta anche arrivando il ciclo.

E in mezzo a tutto ciò, sono tornati. Loro. I mefistofelici bambini dell’asilo di fronte. Che, non contenti di fare una festa alla fine dell’anno, una per le vacanze di Natale, una per Capodanno, una per la Befana, una per San Valentino, una per il Carnevale, una per la Quaresima, una per la Festa del Papà, una per la Pasqua, una per la Pentecoste, una per la Festa della Mamma, una per l’Ascensione, una per l’arrivo della primavera, una per l’arrivo dell’estate, una perché ha vinto il Bologna, una per lo Yom Kippur, una per San Patrizio, una per Halloween, una per Ognissanti, una per Hanukka, una per il Ramadan, una per l’unità d’Italia, una per ogni compleanno di ogni singolo bambino che frequenta l’asilo, ora ne fanno una anche per l’inizio della scuola. Io tutto posso capire, meno che festeggiare l’inizio della scuola (anche se un asilo che apparentemente fa festa ogni giorno dell’anno). Il primo giorno di scuola dovrebbe essere un giorno di lutto.

E per portarvi finalmente la testimonianza di cosa devo sopportare, ecco a voi:

Le soavi musiche che accompagnano i miei pomeriggi.

Per tre ore di seguito.

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