Tagged with 313

Paperino e la 313 (Atto III)

Allora.

Come sapete se avete letto “Paperino e la 313 – Atto I”, a casa mia due giorni a settimana si può parcheggiare solo a lati alterni. Così, dovendo partire io per Parigi, l’abbiamo spostata nel cortile della nostra casa a Madonna dei Fornelli.

Al ritorno da Parigi, non avevo detto all’Odioso Perfettino che sarei tornata a casa, volevo fargli una sorpresa il pomeriggio. Mercoledì faccio dunque per andare a riprendermela. Guardo gli orari delle corriere, e sorprendentemente scopro che ce n’è una comodissima, che fa la fondovalle anziché fare tutto il giro di Bologna, e che passa di fianco a casa mia (anziché costringermi ad andare fino all’autostazione) a un orario quasi da cristiani (le 10.30 anziché i soliti 8.00). Così, contenta e baldanzosa, prendo la mia brava corriera, e parto. Ascolto ottima musica pensando alla sorpresa che farò all’O.P. e a come sarà contento di vedermi (vanesia..), guardo il paesaggio, sdormicchio a tratti. Poi la corriera mi scarica a Castel dell’Alpi, dove dovrei prendere la coincidenza per Madonna dei Fornelli. Ma dico “Beh, è una bella giornata, non fa nemmeno caldo, perché non andiamo a piedi? In fondo non sono neanche 5km!”. Così, tra le farfalle e le montagne verdi e le caprette che mi dicono ciao, mi avvio verso casa. Poco prima del cartello che mi indica che sono arrivata nel ridente (sghignazzante, visti gli avvenimenti successivi) paesino di Madonna dei Fornelli, telefono all’O.P. per fare due chiacchiere. Mi guardo bene dall’entrare in paese mentre sono ancora al telefono con lui, onde evitare che possa sentire i vecchietti del bar che parlano. Che poi come lo giustifico un “Ve’ mo’ a cagher!” a Parigi? Visto, ho pensato proprio a tutto. Comunque lui, ancora malaticcio, mi chiede se non sono disponibile a fargli arrivare a casa un’infermierina per accudirlo, magari con un bel completino da pornoshop comprato a Parigi. Mi metto a ridere. Eheheh. NON SA. Ihihih. Poi chiamo la Scricci, faccio due chiacchiere anche con lei. Poi cade la linea. La Scricci richiama, io dico “Pronto?” e lei dice “Maaaa.. le chiavi della macchina.. le ho io”.

Già. Le chiavi della macchina.. le ha lei.

Ma porc..

Ah vabbè.. non è che abbiamo molto da fare, a questo punto. Andrò in casa, guarderò le ortensie che ho piantato (si chiamano Giorgia, Alessandra, Tamara e Tiziana, per la cronaca), e poi tornerò a riprendere la corriera. Peccato che a. la successiva corriera passa tra due ore e b. la successiva corriera non fa affatto la fondovalle, fa il giro dell’oca. Ah oh. Come dicevo, non è che ci sia molto altro da fare.

Quando arriva, salgo, chiedo un biglietto all’autista, l’autista mi dice che non ha il resto. Mi manda al bar a prenderlo, che tanto mi aspetta. Mentre sono al bar, mi assicuro che mi stia effettivamente aspettando e che non sia tutta una finta. Finite le transazioni, mi installo sulla corriera. E partiamo. L’unica pecca del viaggio (oltre al fatto che non sarei dovuta essere su una corriera, oltre al fatto che la corriera fa un giro deficiente, oltre al fatto che la cosa mi avrebbe ritardato di ore la visita all’O.P. e oltre al fatto che qualcuno mi avrebbe poi dovuto accompagnare dal suddetto O.P.), è che l’autista è convinto di avere sotto il culo una McLaren da Grand Prix e non una carretta che al più tardi data del 1944. Arrivo a Sasso Marconi che sto per vomitare anche il pavé de rumsteak che ho mangiato il giovedì prima a Parigi.

Dopodichè, con soli altri tre autobus, arrivo a casa.

Oh, almeno siamo a casa. Papà è disposto ad accompagnarmi fino a casa dell’O.P. Mi sembra di ricordare la strada per arrivarci, ma aspetta che guardo sul potente Google Maps. Immetto la via, ed ecco che sullo schermo compare il nome dell’agglomerato di case in cui si trova lui (non so se ci avete fatto caso, ma nei paesini, quando c’è un gruppo di case separato dal resto della civiltà – ancora più separate dalla civiltà di quanto non lo sia già il paesino stesso, diciamo – il gruppetto prende un nome). Beh, compare: “Ca’ di Dio”. Mi chiedo se Google si sia messo a fare lo spiritoso. Faccio un refresh della pagina. Non c’è nessun errore. Il mio moroso sta a Ca’ di Dio. Cioè, NON PAGO del fatto che a casa sua non prenda NEANCHE l’adsl, si chiama pure Ca’ di Dio. Sapevo che stava effettivamente a ca’ di dio, ma non pensavo che stesse DAVVERO a Ca’ di Dio.

Sconvolta, mi metto comunque a prepararmi per uscire. Passo di fianco al mio bel letto in ferro battuto e..

SGDONFG!

Per un attimo temo che sia giunta la mia ora. Diciamo per tutto l’attimo necessario per controllare che il mignolino del mio piede sinistro sia ancora attaccato al resto di me. E’ attaccato. Non mi piace molto il colore lilla, poi pervinca, infine malva bagnata che sta prendendo, ma almeno è lì.

~•APERTA PARENTESI – FLASHFORWARD•~

Parentesi per narrare gli avvenimenti che si sono succeduti nei giorni seguenti. La sera stessa, dopo la visita all’O.P. che andrò a narrare dopo, io, la Scricci e Papà siamo andati a mangiare da Tata (che sarebbe la mia prozia, Tata Rita). Quando ho raccontato a Tata della giornata, e fattole vedere il piede, il commento è stato “Io andrei a fare delle lastre, perché l’ultima volta che mi è venuto un livido su un dito dopo una botta è perché me l’ero rotto”.

Ecco. Così due giorni dopo, il tempo di farmi la richiesta del medico, sono andata a farmi gli rx, pensando che se davvero mi fossi rotta un mignolino, probabilmente non avrei più smesso di ridere. Pregustavo già il post che sarebbe uscito sul blog.

Il dito è quasi integro, il referto dice “Fratture non radiologicamente apprezzabili”, frase che mi ha non poco stizzita ed offesa; insomma, mi hanno detto che ho un mignolino del tutto non interessante.

Comunque vi lascio due bellissime fotografie del mio piede. Compresa una di profilo. Che è il mio profilo migliore, dice.


~•CHIUSA PARENTESI•~

Ritornando dunque al momento della botta contro la gamba del letto, zoppicando ho raggiunto il telefono per contattare la Scricci e mettermi d’accordo per andare tutti a casa dell’O.P.

Papà e la Scricci arrivano, saliamo in macchina, e partiamo. Papà vuole mettere il satellitare. “Papà, non serve il satellitare, so la strada..”. Papà vuole mettere il satellitare. Il satellitare non dice una parola per tutto il tragitto, zittito dall’amico di Papà che ha telefonato. Dopo aver sbagliato strada perché Papà non stava attento alle mie indicazioni, siamo finalmente arrivati a Ca’ di Dio (con perle quali “Ma sei sicura che si vada su per di qua? Mi sembra una strada morta..” “Ah, beh, stiamo andando a Ca’ di Dio, più morta di così..”).

Scendo, mi posiziono davanti alla porta dell’O.P., indosso il mio baschetto con la croce rossa incollata sopra per l’occasione, e telefono. Quando risponde dico “Mi scusi, lei aveva per caso chiesto di un’infermiera?”.

Tutto contento mi apre la porta, mi corre incontro, e mi pesta il mignolino. L’altro.

“Mi scusi, lei aveva per caso chiesto di un’infermiera?”.

No, perché l’infermiera è qui e chiede di essere portata al pronto soccorso.

Contrassegnato da tag , , , , , , ,

Paperino e la 313 (Atto II)

Allora. Serata fuori con il moroso (ah già, per chi non lo sapesse, ho un nuovo moroso) (con il filarino, come dice mia nonna) (che peraltro è più innamorata di me, visto che lui è un odioso perfettino e a lei gli odiosi perfettini piacciono) (il chè potrebbe farmi propendere per “Odioso Perfettino” come soprannome da usare per lui nel blog.. si accettano suggerimenti). Festeggiamo per il mio 30 all’esame di storia sociale romana. Tutti contenti, ci mettiamo in piazza, sbaciucchiamenti vari. Decidiamo di “continuare il discorso in macchina”. Ci avviamo verso Buondì. Buonasera Buond..

Buondì?
BUONDI?!?!?!?!
BUONDI!!!!!!!!!!!!!

* * *

* * *

Perché?? Perché di nuovo??! Dove accicazzo me l’hanno messo stavolta, e perché me l’hanno portato via?!? (L’idea che potesse essere stato rubato non mi ha neanche sfiorato l’anticamera del cervello). Ma come, penso, ho letto il cartello, stavolta! Memore della precedente esperienza (click qui per la precedente esperienza), avevo ben scrutato e ponderato sul cartello, che infatti dice “Divieto di sosta giovedì 0.30 – 6.00″. E io ho pensato, vabbè, chissenefrega, oggi è mercoledì. E l’Odioso Perfettino “Guarda che il giovedì inizia dalla mezzanotte, quindi tecnicamente, ora che è l’una e mezza, è già giovedì”.

* * *

* * *

Tipico commento da Odioso Perfettino.

Rimossa per pulizia della strada. Che poi è rimasta lercia, quindi è stata una rimozione totalmente inutile. Senza contare che il coso che pulisce la strada avrebbe potuto chiudere un occhio sul fatto che c’era la mia macchina in mezzo alle palle, e dare una pulita pure a quella, visto che ne avrebbe bisogno. Comunque.

Chiamiamo il numero segnato sul cartello, e mi confermano che Buondì è proprio lì con loro. Bene, domani mattina, la mattina che finalmente potevo dormire, dopo due settimane di levatacce causa studio, mi alzerò presto e andrò a prendere Buondì.

Saliamo sul 25 e andiamo verso il deposito. Non c’è pericolo che mi ricordi la fermata, quindi chiedo all’autista dove devo scendere. “Facile, signorina, al capolinea”. Penso “Uhm.. sarà.. non mi sembrava mica al capolinea l’altra volta.. ma oh, è l’autista, saprà ben”.

Arrivati al capolinea, mi indica il deposito. Che è un deposito di vecchie macchine distrutte e pronte alla rottamazione.

* * *

* * *

Cos’è, facciamo gli spiritosi?

Per puro scrupolo, controllo che magari non sia lì davvero. No, non è lì. Torno sotto il sole cocente ad aspettare il 25 nella direzione opposta. Il secondo autista è meno spiritoso, e mi indica la fermata giusta. Entro, vado dal vigile (ma è un vigile?) che sta in portineria, che mi dà i moduli da riempire per il ritiro. Mi guarda e fa “Sei già venuta qua, vero?”. Io, con aria colpevole, ammetto la mia colpevolezza (cosa facevo a fare l’aria colpevole, se non per ammettere la mia colpevolezza?). Lui mi fa “Ormai ci hai fatto l’abbonamento!”; gli chiedo se a questo punto sono previsti sconti, dato che ormai ho l’abbonamento e sono una cliente affezionata. Mi dice che purtroppo no. Mi suggerisce di stare attenta, la volta dopo. Lo ringrazio – almeno non è un vigile odioso – e vado a riprendermi Buondì.

Al momento di uscire, mi trovo il carro attrezzi in mezzo, sulla mia strada verso la libertà. Valuto lo spazio tra il carro attrezzi e la macchina parcheggiata, valuto l’ampiezza di Buondì, valuto il mio senso delle distanze a destra, e decido che è meglio tornare dal vigile a chiedergli di spostare il carro attrezzi. Il vigile mi vede e fa “Vittoria! Che è successo?” già con aria allarmata. Lo disallarmo – chiedendomi se sia un buon segno o meno che il tipo del deposito ormai mi chiami per nome – chiedendogli solo di spostarmi il carro attrezzi.

Mi risiedo in macchina pronta a partire. Un tizio che aspettava che gli riconsegnassero la macchina mi guarda e sentenzia “Ma guarda che ci passi, EH!!!”.

Ehhh.. ma un mestolone di cazzi tuoi, no? Mi trattengo dal dirglielo – trattengo Svetlana (il mio io satanico e maraglio ha ora un nome) che scalpita per uscire – e gli dico che “conoscendomi, si fidi, è meglio se tolgono il carro attrezzi”. Onde evitare di dover pagare, oltre alla multa e alla custodia della macchina, anche il nuovo carro attrezzi.

Esco e torno a casa. Guardo il dettaglio della multa. Meglio, guardo il dettaglio delle spese di rimozione.

Ok. Il diritto di chiamata (cosa cazzo è il diritto di chiamata???) mi è costato 18€.
Oper. Conn. Rimozione (pure le parole in codice..) mi è costato 29€. Chissà cos’è questa Oper(azione..) Conn.(?) che mi è costata ben 29€.
Trasporto, fascia 3, 16 km, 4€/km, 64€.
Trasporto, fascia 3, 16 km, 4€/km, 64€.
Come cazzo fa, da via Mazzini a via Ferrarese, ad essere “fascia 3, 16 km”? Chiamo l’Odioso Perfettino per avere delucidazioni. “Ti sembra possibile che da via Mazzini a via Ferrarese ci siano 16km? No, perché, l’altro giorno, quando sono finita per sbaglio a Modena Sud con mia mamma perché ho sbagliato l’uscita sull’Asse Attrezzato, da Bologna a Modena Sud davano 19km.. mi sembra improbabile che siano così tanti da Bologna Mazzini a Bologna Corticella..”. E lui “In effetti mi sembrano tantini.. Ma dipende magari da che giro hanno fatto..”.
Cosa sono passati, per la Futa!?!?
E infatti controllo su Mappy, da via Mazzini a via Ferrarese, sono 5,4 km.Fascia 1.

* * *

* * *

PS. E poi scusate.. 4€ al kilometro? Ma a cosa cazzo va il carro attrezzi, platino fuso???

Contrassegnato da tag , , , , , , , ,

Paperino e la 313

- Gatt, mi vai a prendere il pane per la nonna, che l’ho ordinato dalla fornaia?
- Certo Scriccio! Vado subito!

- Papà, vado a prendere il pane per la nonna!
- Ok! Ciao!

- Sono 1€ e 30!
- Ecco a te, grazie mille! Buona serata!
- Buona serata Vicky!

- “Oh. Porto il pane alla nonna e poi sento l’Imma per stasera. Adesso passo davanti a Buondì e lo saluto. Ciao Buond..”
Buondì?
BUONDI?!?!?!?!
BUONDI!!!!!!!!!!!!!

* * *

* * *

E quel cartello, cos’è, spuntato stamattina dalla neve come una margherita?

* * *

* * *

Mica sarò stata così scema.. vuoi che sia stata così scema?
Sono stata così scema. Proprio io, che non lascio la macchina in sosta sul posto per portatori di handicap nemmeno se mi devo fermare un secondo a prendere una bottiglietta d’acqua al bar.
Prendiamo una mazza da baseball e tiriamocela ripetutamente sulle palle che non abbiamo.

Chiamiamo la Scricci e avvertiamola. Usciamo di nuovo.
- Papà, esco! Mi sono.. ehhh.. dimenticata una cosa dalla nonna!
- Ehm.. ok, ciao!

Andiamo giù in caserma dai caramba. Non mi piace andare dai caramba. Non mi piace quando non ho fatto nulla, figuriamoci ora che sono anche colpevole. Però, almeno è carino il caramba.
- Sì, signorina, è probabile che gliel’abbiano presa i vigili. Questo è l’indirizzo del deposito, glielo scrivo su un foglietto, chiami il numero per sapere se è lì.
- Ok, grazie mille!
- Si figuri, per così poco! (sorrisetto. Qui mi viene in mente Neri Marcorè in “Se devo essere sincera”, quando, mentre tenta di intortarsi la Littizzetto, le dice “Siamo al servizio dei cittadini.. e delle cittadine!”).

“Cosa fa quel cinno? [N.d.R. cinno in bolognese significa moccioso] Tira palle di neve al vuoto? Bah, finchè non prende me..”
SPAM!
- GOOOOOAL!!!

* * *

* * *

- Mi scusi, signora?
- Sì?
- Potrebbe tenere d’occhio il suo bambino [N.d.R. mi stava per scappare "potrebbe tenere in gabbia quella sua bestiaccia" ma mi sono trattenuta] affinchè [N.d.R. sì, ho detto proprio affinchè] non tiri palle di neve alla gente che passa? Grazie mille.
- Non credo che l’abbia fatto!
- Oh, sì, l’ha proprio fatto. E ha detto anche “Goal!”.

Torniamo a casa, richiamiamo la Scricci. Ci si vede giù alla cassa di risparmio, che andiamo al deposito insieme.
- Papà, esco! Io e la Scricci andiamo.. ehhh.. a fare un giro in centro!
- Uhm.. ok, ciao..

Arriviamo al deposito (dicesi che la Scricci ha pure fatto colpo sull’autista dell’autobus.. sarà il fascino di famiglia).
Buondì! Eccolo! Eccolo!
Parliamo con il tizio del deposito, faccio un salto in macchina a prendere il libretto, do un bacino sul volante di Buondì e gli chiedo scusa se ho lasciato che degli energumeni lo portassero via senza di me, paghiamo la cauzione (la cauzione?), facciamo per andarcene.. e il tipo:
- Ah, e poi sono due punti in meno dalla patente.

Punti?
- Euhhhh.. quindi io che sono neopatentata, sarebbero quattro?
- Neopatentata? Nooo! Mi dispiace! Sì, sono quattro.. mi dispiace, per così poco..

* * *

* * *

Usciamo dal deposito.
- Andiamo pianino, Scricci, stiamo attente che qui non posso andare dritto, devo per forza girare a sinistra, occhio che non vorremmo fare un incidente, che ci mancherebbe solo quest..
BOM!

* * *

* * *

E quello stop, cos’è, spuntato dalla neve come una margherita?!?
Per fortuna la macchina che ho tamponato è intonsa. Andavo piano e ho frenato in tempo, quindi ho appena toccato la ruota.
- L’abbiamo scampata bella.. andiamo a casa, Scricci, perché mi sembra che stasera non sia sera. Qui andiamo dritto perché non si può girare a sinistra.. ma in effetti non si può neanche andare dritto.. a destra c’è un muro.. ma porca puttana, mi fanno andare in una strada senza uscita senza neanche avvertirmi?!?! Ma sono matti?!?!

Occhio al pedone che attraversa col rosso, che altro che quattro punti, dopo..
No, grazie, non voglio delle rose. Non vedi che non è giornata? Ho pure beccato il semaforo rosso, non girare il coltello nella piaga.
Attenzione al ciclone (vabbè, il ciclista) che va ai 15 all’ora e se ne sta in mezzo alla strada, davanti a me.
Cosa strombazzi?! Non vedi che ho davanti il ciclone e non vado da nessuna parte?!

Molliamo la Scricci davanti alla pizzeria. Andiamo a parcheggiare.
Stasera vado alla pasticceria-bar notturna che c’è il barista che tenta spudoratamente di attaccare la pezza. Gli dirò che mi dia da bere per dimenticare anche se sono astemia, tanto stasera non guido.

* * *

* * *

PS. Francamente. Capisco la multa. Ma quattro punti in meno sulla patente, non sono un filo esagerati? Alla fin fine è un divieto di sosta.. I punti si tolgono se fai qualcosa di potenzialmente pericoloso, tipo non rispettare il limite di velocità, passare con un semaforo rosso.. ma, a meno che io non parcheggi direttamente SUL portatore di handicap, non è che quello si fa male, eh.. Al massimo gli romperò le palle perché dovrà chiamare il carro attrezzi.. Ma male no.. eh..

Contrassegnato da tag , , , , , , , ,