Lupa lupa lupanare

La prendiamo da Adamo ed Eva.

L’Italia è per definizione un paese di figli di buona donna. Non a caso Roma è stata fondata da un figlio di Troia (ma cosa andate a pensare? Esprits maltournés! Parlo di Enea!) e il simbolo della capitale è la famosa lupa che adottò Romolo e Remo, e ricordiamo che il significato latino di lupa, lupae è sì lupa, ma anche prostituta (da qui il termine lupanare).

Una volta tenuto conto di ciò, E del fatto che questo è il mestiere più antico del mondo, possiamo parlare del problema.

Ho visto stasera una puntata di Porta a Porta che trattava un argomento in cui Vespino dà il meglio di sè: la prostituzione. Tra gli invitati, l’attuale ministro delle pari opportunità Mara Carfagna. La quale esponeva – in modo peraltro sconcertantemente maleducato – i punti fondamentali del suo neonato disegno di legge. Purtroppo di assurdità simili ne avevo già sentite, ma non essendo io un’assidua telespettatrice di Porta a Porta e programmi di dibattiti vari, le boiate si erano strizzate nei due minuti dei servizi dei telegiornali. Ringalluzzita dall’opportunità offertami di scrivere un bell’articoletto sul blogghino riguardo questo ddl, sono andata a leggermi il testo. Tralasciando la lentezza infinita del sito del ministero (l’Italia va proprio a rilento), avevo da ridire già all’articolo numero 1.

Che recita: “Chiunque esercita la prostituzione ovvero invita ad avvalersene in luogo pubblico o aperto al pubblico e’ punito con l’arresto da cinque a quindici giorni e con l’ammenda da duecento a tremila euro”. Innanzitutto, la seconda parola. Non ci starebbe meglio un elegante congiuntivo “chiunque ESERCITI”? meglio non dilungarsi eccessivamente sulla massacrata grammatica italiana. C’è proprio, a mio avviso, qualcosa che non va. La multa alla prostituta. Ma dico io, se una decide di fare la vita di sua spontanea volontà, c’è qualcosa di male? no, dà via del suo. quindi cosa multi? Si potrebbe ribattere dicendo che solo il 10% di quelle che vendono il proprio corpo lo fanno di propria iniziativa. Giusto. Allora cosa facciamo? Già sono schiavizzate, e le multiamo pure? Roba da matti.

L’articolo 2 punto (comma?) 1 sembrava andare per il verso giusto fino a quando non ho letto che la pena prevista per chi costringe dei minori a prostituirsi va dai 4 agli 8 anni di carcere. Speravo che per riduzione in schiavitù e pure pedofilia si potesse dare almeno dai 30 anni all’ergastolo.

Il punto (comma?) 2 dello stesso articolo non ha, ai miei occhi, senso alcuno: “I soggetti minori stranieri non accompagnati che esercitano la prostituzione nel territorio dello Stato, sono riaffidati alla famiglia o alle autorita’ responsabili del Paese di origine o di provenienza”. Insomma, di solito gli stessi che hanno permesso che queste ragazzine venissero qui a prostituirsi. Mi chiedo inoltre, quanto tempo ci vorrà prima che ritornino sui marciapiedi?

La legge in generale infatti si ripropone di abolire la prostituzione sulle strade. Chiede Vespa, evidentemente molto interessato alla questione, “Ma allora dove le mettiamo?”. L'”on.” Carfagna risponde, evidentemente, nelle case. Alla domanda di una giornalista di Liberazione “E cosa cambia in termini di sfruttamento?” la ministra risponde “Se una donna viene massacrata e ammazzata di botte per strada lo scopriamo il giorno dopo, se una ragazza grida in un appartamento i vicini accorrono e denunciano l’aggressore”.

Eh?

Ma in che città vive la Carfagna? Che ha dei vicini che addirittura si precipitano in soccorso delle inquiline urlanti manco avessero fatto brillare in cielo il simbolo di Batman? Di sicuro non a Roma, perché nelle interviste fatte nel corso della stessa trasmissione di questa sera, gente che davvero ha delle squillo nel proprio condominio, dice di non saperne nulla, e che se anche sapesse, non lo sbandiererebbe in giro. E una dovrebbe fidarsi di gente così? Sono questi che dovrebbero denunciare un aggressore? come si dice qui, par furtònna.

Allora gli ospiti in studio contrari a questo ddl chiedevano cosa si fa, nel concreto, per togliere queste ragazze non dalle strade, ma dalla prostituzione proprio, tout court. La risposta? Il numero verde. 800.290.290. Rimango a bocca aperta, con un poco decoroso pezzo di pesca che ancora naviga tra le mie fauci. Non sto scherzando, quasi quasi domani chiamo per sentire cos’hanno da dirmi.

No, scusate, il modo per porre fine al problema dello sfruttamento della prostituzione è un numero verde? 12 40, sciuona fishchia e canta.

E, ultima ma non ultima, una domanda (polemica sterile?), riallacciandomi a quello che diceva la giornalista di Liberazione, e cioè che il corpo delle donne in Italia si vende legalmente e in modo molto più ipocrita anche in televisione. La domanda è:

Quali pari opportunità mi rappresenta questa ministra?

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3 thoughts on “Lupa lupa lupanare

  1. Silvana scrive:

    Parole sante, dalla prima all’ultima!
    Silvanascricci

  2. frastellina scrive:

    VITTI FOR PRESIDENT!!!!

  3. Ilaria scrive:

    Ho rivisto la puntata sul sito di Porta a Porta perché me l’ero persa, ma non potevo non vedere la “prima volta” del ministro! Davvero, c’è da rimanere sconcertati…ci prende davvero per rincoglioniti o è lei talmente “ingenua” (per usare una parola carina) da credere a quello che dice? Mah… che poi non capisco di cosa si faccia per avere quello sguardo spiritato, comunque sottoscrivo in toto, pure gli spazi!

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