Ciao Enrico

“Compagni, lavorate tutti, casa per casa, azienda per azienda, strada per strada”.

Io non ho sunti anagrafici da proporre, chi era, chi è ancora lo sappiamo tutti, o almeno dovremmo.

Io personalmente, gli chiedo scusa per aver messo il post che è già il 12 giugno, ma sono in ritardo perché sono andata a ricordarlo in piazza, con gli altri. Gli chiedo scusa ugualmente per questa generazione, che di ideali ne ha davvero pochi e che probabilmente stenta a ricordarsi di lui. Gli chiedo scusa perché questa Italia fa schifo, perché non ci sono più politici, e soprattutto persone, in politica, come lui. Gli chiedo scusa perché non siamo riusciti a continuare quell’epoca in cui la gente credeva in qualcosa, qualcosa di comune. Perché adesso il fondatore di un partito fascista non andrebbe mai ai funerali di un uomo comunista, un vero comunista, a ricordarlo e a rendergli onore. Perché le persone hanno smesso di preoccuparsi di questo paese, come se non fosse il loro.

Concludo con un saluto, e le parole di uno che scriveva meglio di me.

Ciao Enrico.

“Come? Se ero comunista? Eh. Mi piacciono le domande dirette! Volete sapere se ero comunista? No, no finalmente perché adesso non ne parla più nessuno, tutti fanno finta di niente e invece è giusto chiarirle queste cose, una volta per tutte, ohhh!
Se ero comunista. Mah! In che senso? No, voglio dire…
Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.
Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà… la mamma no.
Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il Paradiso Terrestre.
Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
Qualcuno era comunista perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica.
Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche… lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunista perché “La Storia è dalla nostra parte!”.
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era comunista perché prima era fascista.
Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano ma lontano.

Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.

Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona.

Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo.
Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio.
Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio.
Qualcuno era comunista perché la borghesia il proletariato la lotta di classe. Facile no?
Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopo domani sicuramente…
Qualcuno era comunista perché “Viva Marx, viva Lenin, viva Mao Tse-Tung”.
Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era comunista perché guardava sempre Rai Tre.
Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto.
Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.
Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il “materialismo dialettico” per il “Vangelo secondo Lenin”.
Qualcuno era comunista perché era convinto d’avere dietro di sé la classe operaia.
Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.
Qualcuno era comunista perché c’era il grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista nonostante ci fosse il grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio.
Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggiore Partito Socialista d’Europa.
Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi solo l’Uganda.

Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi viscidi e ruffiani.

Qualcuno era comunista perché piazza

Fontana, Brescia, la stazione di Bologna,

l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, ECCETERA.

Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.
Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno credeva di essere comunista e forse era qualcos’altro.
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.
E ora? Anche ora ci si sente come in due: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo”.

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berlinguer1

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6 thoughts on “Ciao Enrico

  1. silvanascricci ha detto:

    Anch’io mi sono commossa, e nella messa laica di ieri sera, ho visto molte persone attorno a me piangere e cantare nello stesso momento.
    Ed è stato emozionante ascoltare i funerali di Berlinguer con la sua immagine proiettate sui palazzi attorno alla piazza.

  2. frastellina ha detto:

    Rendo omaggio anch’io. Quel che è giusto, è giusto.

  3. Cesco ha detto:

    Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche… lo esigevano tutti.
    bello se oggi fosse ancora così.

  4. @silvanascricci: già.
    @frastellina: già.
    @cesco: già.

  5. frastellina ha detto:

    ehilà,come va? 6 in vacanza anche tu?

  6. macchè, a studiare storia greca XD

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