Paperino e la 313

– Gatt, mi vai a prendere il pane per la nonna, che l’ho ordinato dalla fornaia?
– Certo Scriccio! Vado subito!

– Papà, vado a prendere il pane per la nonna!
– Ok! Ciao!

– Sono 1€ e 30!
– Ecco a te, grazie mille! Buona serata!
– Buona serata Vicky!

– “Oh. Porto il pane alla nonna e poi sento l’Imma per stasera. Adesso passo davanti a Buondì e lo saluto. Ciao Buond..”
Buondì?
BUONDI?!?!?!?!
BUONDI!!!!!!!!!!!!!

* * *

* * *

E quel cartello, cos’è, spuntato stamattina dalla neve come una margherita?

* * *

* * *

Mica sarò stata così scema.. vuoi che sia stata così scema?
Sono stata così scema. Proprio io, che non lascio la macchina in sosta sul posto per portatori di handicap nemmeno se mi devo fermare un secondo a prendere una bottiglietta d’acqua al bar.
Prendiamo una mazza da baseball e tiriamocela ripetutamente sulle palle che non abbiamo.

Chiamiamo la Scricci e avvertiamola. Usciamo di nuovo.
– Papà, esco! Mi sono.. ehhh.. dimenticata una cosa dalla nonna!
– Ehm.. ok, ciao!

Andiamo giù in caserma dai caramba. Non mi piace andare dai caramba. Non mi piace quando non ho fatto nulla, figuriamoci ora che sono anche colpevole. Però, almeno è carino il caramba.
– Sì, signorina, è probabile che gliel’abbiano presa i vigili. Questo è l’indirizzo del deposito, glielo scrivo su un foglietto, chiami il numero per sapere se è lì.
– Ok, grazie mille!
– Si figuri, per così poco! (sorrisetto. Qui mi viene in mente Neri Marcorè in “Se devo essere sincera”, quando, mentre tenta di intortarsi la Littizzetto, le dice “Siamo al servizio dei cittadini.. e delle cittadine!”).

“Cosa fa quel cinno? [N.d.R. cinno in bolognese significa moccioso] Tira palle di neve al vuoto? Bah, finchè non prende me..”
SPAM!
– GOOOOOAL!!!

* * *

* * *

– Mi scusi, signora?
– Sì?
– Potrebbe tenere d’occhio il suo bambino [N.d.R. mi stava per scappare “potrebbe tenere in gabbia quella sua bestiaccia” ma mi sono trattenuta] affinchè [N.d.R. sì, ho detto proprio affinchè] non tiri palle di neve alla gente che passa? Grazie mille.
– Non credo che l’abbia fatto!
– Oh, sì, l’ha proprio fatto. E ha detto anche “Goal!”.

Torniamo a casa, richiamiamo la Scricci. Ci si vede giù alla cassa di risparmio, che andiamo al deposito insieme.
– Papà, esco! Io e la Scricci andiamo.. ehhh.. a fare un giro in centro!
– Uhm.. ok, ciao..

Arriviamo al deposito (dicesi che la Scricci ha pure fatto colpo sull’autista dell’autobus.. sarà il fascino di famiglia).
Buondì! Eccolo! Eccolo!
Parliamo con il tizio del deposito, faccio un salto in macchina a prendere il libretto, do un bacino sul volante di Buondì e gli chiedo scusa se ho lasciato che degli energumeni lo portassero via senza di me, paghiamo la cauzione (la cauzione?), facciamo per andarcene.. e il tipo:
– Ah, e poi sono due punti in meno dalla patente.

Punti?
– Euhhhh.. quindi io che sono neopatentata, sarebbero quattro?
– Neopatentata? Nooo! Mi dispiace! Sì, sono quattro.. mi dispiace, per così poco..

* * *

* * *

Usciamo dal deposito.
– Andiamo pianino, Scricci, stiamo attente che qui non posso andare dritto, devo per forza girare a sinistra, occhio che non vorremmo fare un incidente, che ci mancherebbe solo quest..
BOM!

* * *

* * *

E quello stop, cos’è, spuntato dalla neve come una margherita?!?
Per fortuna la macchina che ho tamponato è intonsa. Andavo piano e ho frenato in tempo, quindi ho appena toccato la ruota.
– L’abbiamo scampata bella.. andiamo a casa, Scricci, perché mi sembra che stasera non sia sera. Qui andiamo dritto perché non si può girare a sinistra.. ma in effetti non si può neanche andare dritto.. a destra c’è un muro.. ma porca puttana, mi fanno andare in una strada senza uscita senza neanche avvertirmi?!?! Ma sono matti?!?!

Occhio al pedone che attraversa col rosso, che altro che quattro punti, dopo..
No, grazie, non voglio delle rose. Non vedi che non è giornata? Ho pure beccato il semaforo rosso, non girare il coltello nella piaga.
Attenzione al ciclone (vabbè, il ciclista) che va ai 15 all’ora e se ne sta in mezzo alla strada, davanti a me.
Cosa strombazzi?! Non vedi che ho davanti il ciclone e non vado da nessuna parte?!

Molliamo la Scricci davanti alla pizzeria. Andiamo a parcheggiare.
Stasera vado alla pasticceria-bar notturna che c’è il barista che tenta spudoratamente di attaccare la pezza. Gli dirò che mi dia da bere per dimenticare anche se sono astemia, tanto stasera non guido.

* * *

* * *

PS. Francamente. Capisco la multa. Ma quattro punti in meno sulla patente, non sono un filo esagerati? Alla fin fine è un divieto di sosta.. I punti si tolgono se fai qualcosa di potenzialmente pericoloso, tipo non rispettare il limite di velocità, passare con un semaforo rosso.. ma, a meno che io non parcheggi direttamente SUL portatore di handicap, non è che quello si fa male, eh.. Al massimo gli romperò le palle perché dovrà chiamare il carro attrezzi.. Ma male no.. eh..

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8 thoughts on “Paperino e la 313

  1. Bibi scrive:

    Beh..che dire? E’ la cronaca di una “gran bella” giornata..
    Ci sono giornate così dove l’unica cosa che pensi è “fermate il mondo che voglio scendere!”
    “Ma domani è un altro giorno..” si dice sempre.
    Visto quanti luoghi comuni si possono concentrare in un paio di righe?
    Un giorno ti racconto la storia della zebra…e delle sue interazioni con la sfiga e la vita in genere.
    C’è anche la storia dell’orso..ma quella è proprio un’altra storia.
    a.y.s. Bibi
    P.S. devo smettere di correggere il caffè con la grappa al mattino…

  2. cescocesto scrive:

    purett’! (si dice così? la vicina di mia nonna lo dice ogni 2,5 parole!) giornatina difficile devo dire.
    impara presto questa regola: chi rispetta sempre le regole, non parcheggia in divieto, mai metterebbe la macchina in doppia fila, ecc, appena sgarra di un passo se la prende nel baugigi. chi invece parcheggia la macchina SOPRA il portatore di handicap, in terza fila per andare a comprare le sigarette, nel centro della fermata dell’autobus, la farà sempre franca.
    qua a casa mia quando gioca il livorno ci impongono di togliere le macchine alle 11 di mattina pena la rimozione, (con scampanellate alle 9 di mattina e accidenti tirati dai familiari impigiamati) e poi mezzora dopo l’inizio della partita mi trovo dei maledetti suv parcheggiati davanti al cancello. (e la risposta del poliziotto è: “Ma avranno un permesso!” “Scusi, ma io non ho il permesso e abito qui!” “Eh, vabbè.. arrivederci!”)

    ps. gli onion incorniciano il tutto e lo rendono un post da dieci e lode.
    pps. un minuto di silenzio per i quattro punti.

    amen.

  3. salvo scrive:

    anche a me è successo qualcosa di simile…

    cercavo posto vicino a un ristorante, e dopo 15 minuti di girogiro tondo, ho trovato un tizio che usciva e subito ho preso il suo posto…

    peccato che al mio ritorno mi sono accorto dello sbaglio…

    meglio perdere punti sul campo, tipo per eccesso di velocità
    😀

  4. CyberAngel scrive:

    ehm… che sfiga di giornata!😦

  5. @Bibi: io ora sarei davvero curiosa di sapere la storia della zebra e dell’orso.. caffè corretto o no!😀
    @Cesco: io direi più “puv’ratt”, ma direi che considerando i km di distanza tra i dialetti, è una differenza trascurabile.
    non fosse che io sono una di quelli che comunque se lo prende nel baugigi (hahahahah!!!! ho riso per un’ora con questa espressione), inizierei pure io a parcheggiare direttamente sul portatore di handicap. ma poi mi sentirei in colpa.
    amen.
    @Salvo: oddio, se proprio devo scegliere, mi sa che preferisco perdere i punti per il divieto di sosta.. ma solo perché sono meno!!!😀 considerando il solo principio, sì, in effetti avrebbe più senso perderli “sul campo”🙂 grazie della visita!! ^^
    @CyberAngel: puoi ben dirlo!

  6. Bibi scrive:

    la storia dell’orso
    C’entra poco con la sfiga, è proprio un’altra storia. Se cominciasse così… “c’era una volta un orso” …fin qui tutto normale…
    In pratica invece la storia “vera” inizia così: “conosci la storia dell’orso?”
    No?.. strano è una bellissima storia ed proprio quella che cade a pennello per questo caso. Devi sapere che una volta c’era un tizio che raccontava sempre strane storie e tutti pendevano dalle sue labbra e tralasciavano tutto pur di ascoltarlo. Un giorno si siede davanti al camino e tutti si fermano aspettando una sua storia. Lui piano piano si sistema bene e poi comincia a raccontare….”Conoscete la storia dell’orso? strano è una bellissima storia ed è proprio quello che cade a pennello….”…..e così via…
    In pratica …. la morale è questa (così mi disse chi me la raccontò…e ti giuro ci mise più impegno e più tempo ..e più particolari): non farti abbindolare dai ciarlatani e dagli imbroglioni, non stare ad ascoltare i venditori di fumo..cerca sempre di guardare “dietro” le parole..e vai per la tua strada.
    a.y.s.Bibi
    P.S. la storia della zebra..beh un’altra volta…

  7. […] del cervello). Ma come, penso, ho letto il cartello, stavolta! Memore della precedente esperienza (click qui per la precedente esperienza), avevo ben scrutato e ponderato sul cartello, che infatti dice “Divieto di sosta giovedì […]

  8. […] sapete se avete letto “Paperino e la 313 – Atto I”, a casa mia due giorni a settimana si può parcheggiare solo a lati alterni. Così, dovendo […]

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