Il non plus Linus Seta Ultra

Mi scuso per la vergognosa e prolungata assenza dal blog, ma stavolta non è colpa mia. Purtroppo gli aggiornamenti saranno sporadici e soprattutto saranno sporadiche le visite e i commenti ai vostri blog (non ci crederete mai, ma io ci ragiono su quello che vi scrivo) fino a quando non avrò un nuovo computer, e con esso la possibilità di fare quello che voglio.

Ma questo articolo non poteva più aspettare. In questo periodo di assenza da internet ho avuto la possibilità di ragionare sui massimi sistemi, di fare supposizioni sulla nuova venuta del Messia, di ponderare sui misteri cosmici, di farmi la manicure e di condurre indagini sociologiche. Sono tornata alle sane e vecchie abitudini (ecco come facevamo prima dell’avvento dell’ADSL!): la teledipendenza.

Ho dunque notato nuove interessanti pubblicità. Ma alcune di esse, e specialmente un certo filone, mi ha davvero fatto sfrigolare la ciribiricoccola: l’intimo femminile (e parlo di apparato, non di biancheria). Tutte le pubblicità che riguardano l’intimo delle donne hanno un fil rouge, un trait d’union, una caratteristica comune: sparare cazzate.

Purtroppo (o per fortuna?) non sono riuscita a trovare su Youtube neanche una delle pubblicità che ho in mente, quindi, a seguito delle mie descrizioni, sarete costretti a guardarvi tutte le pubblicità di mediaset – che ne fa di più – per scovare questi gioiellini dell’arte mediatica.

La prima che volevo portare alla vostra attenzione è  quella della Lines (è il mio blog e faccio tutti i nomi che mi pare). Un plotone agguerrito di donne avanza con determinazione e freschezza. MA! attenzione! “Il tuo assorbente ti fa girare la testa?” ed ecco che tutte insieme si girano per guardarsi alle spalle. “Guarda avanti! C’è il nuovo Lines Seta Ultra!” e tutte rincuorate e sorridenti tornano a guardare dritto davanti a sè.

Considerazione n°1: ma noi giriamo in truppa?
Considerazione n°2: ma noi facciamo le coreografie quando e se giriamo in truppa?
Considerazione n°3: io uso di solito Lines Seta Ultra e non c’è ala che tenga: quando sei da 8 ore su un pullman in Turchia e non hai ancora avuto la possibilità di cambiarti, sei un gazpacho. C’è poco da dire. Fa schifo, ma è la verità.
Considerazione n°4: secondo i pubblicitari, riusciamo a vederci SOTTO AL FONDOSCHIENA girandoci? cos’abbiamo, la vista a raggi X? Provate, lettori del blog, ora, in questo preciso istante, a guardarvi sotto il culo girando la testa all’indietro. A meno che non siate delle poiane, non ci riuscite. Avete bisogno di un’amica a cui chiedere “Sono sporca?”, di uno specchio, o di un posto chiuso in cui calarvi le braghe e dare una controllatina. Nel peggiore dei casi, ad esibirvi in spericolate contorsioni degne del Circo Medrano, il tutto con falsissima nonchalance perché non è che stia proprio benissimo.

L’altra chicca è il Tantum Rosa. (Di questo se non ricordo male aveva parlato anche la Littizzetto). Una ragazza arriva trafelata e si scusa con le amiche: “Scusate il ritardo, HO UN PRURITO INTIMO..”. Ma esiste seriamente qualcuna che usa questa come scusa per giustificare un ritardo? Io, anche nei miei momenti più geniali, arrivo a dire, toh, che l’autobus non passava mai e che poi ne sono arrivati ovviamente tre di fila e tutte le vecchiette erano inferocite, che c’era un incidente per strada, che si è intasato il lavandino, che il professore non la smetteva più di parlare, che sono arrivati gli extraterrestri e dovevano urgentemente consegnarmi un messaggio da dare alla popolazione, ma mai che ho un prurito intimo. Che io in tutti questi anni abbia sbagliato? Anzichè dire “Sono alla fermata che aspetto l’autobus” quando in realtà sono ancora in mutande con i capelli che gocciolano, dovrei uscirmene con un “Sono già in farmacia che mi gratto!”. Tenterò.

Abbiamo anche le perdite di urina. “Noterà il mio sorriso? Noterà i miei passi di salsa? O noterà le mie occasionali perdite di urina?”. Guarda, rilassati. Se è un uomo degno di questo nome, non noterà nessuna delle cose sopra elencate. Al massimo noterà se hai una quarta di tette. Questo è il massimo che un maschio possa notare. Che tu abbia 50 anni o 15.

C’è poi Chilly. “Nel mio intimo c’è Chilly”. Beh. Sapete una cosa? Anche nel mio intimo c’è Chilly, e vi posso garantire che non ci sarà mai più. Mi era stato consigliato da Pallasinistra Chilly Freschezza, quello verde, proprio quello della pubblicità. “Ti dà proprio una sensazione di freschezza, è verissimo! Ti fa la PATATA FIZZ”. Vabbè, il mio solito Neutromed è finito, tentiamo ‘sto Chilly. Mi lavo. Nessuna differenza. A questo punto dovrei spiegarvi le modalità della mia doccia: generalmente mi insapono in un colpo solo, mi ashampoo i capelli, e alla fine mi risciacquo. Come dicevo, nessuna differenza. Vabbè, che fregatura, passo a lavare il resto. Sono al punto che mi sto grattando le ascelle, e vado a fuoco. Non sto scherzando. Sensazione di freschezza i maroni di mia nonna in carriola con le mutande viola, è andato a fuoco tutto. Passo acqua fresca come una matta nel tentativo di togliere lo stupido Chilly che non si sciacqua neanche a piangere. Alla fine riprendo un contegno. Finita la doccia, guardo gli ingredienti del satanico Chilly [N.d.R.: in realtà, questo è un francesismo: “satané” significa “fottuto”, “cazzo di”, “minchia di”] e arriva il momento epifanico: c’è del mentolo. Ma, dico io, siamo tutti scemi?! Ma ti pare che metti del mentolo nel detergente intimo?! Il mentolo sta nei dentifrici – che oltretutto, provate a lasciare sulla pelle per un minuto un po’ di dentifricio e vedete la pelle com’è ridotta – non nei paesi bassi! Robe da matti. Peraltro, ‘sto cazzo di confezione non finisce più. Io mi faccio il bidet ogni volta che vado in bagno, e quel Chilly è lì da più di un anno. E ne uso ogni volta una quantità spropositata, al fine di terminarlo e ricomprarmi il Neutromed. E ancora non accenna a finire. Mi chiedo quale sia il segreto. Nel mio intimo c’è Chilly. Preferivo quando c’era Miki, rispetto a Chilly, ma non divaghiamo.

E questo ci riporta alla pubblicità del nuovo Nuvenia. Che è il non plus ultra. Anche di più del Lines Seta Ultra [N.d.R.: Papera sul set, avevo scritto “Linus Seta Ultra”]. E’ il non plus Seta Ultra. Riassunto dello spot (meglio, riassunto di uno degli spot, perché ne ho già visti tre e dio non voglia che ce ne siano altri liberi di circolare). Due oche giulive dalle dubbie capacità recitative spargono per tutta la città il contenuto di una valigia: andavano troppo veloce con la macchina, la valigia non era ben chiusa, e i vestiti si sono sparpagliati. Un reggiseno è persino atterrato su un ragazzo che faceva jogging (“Oh no! E adesso come facciamo? I corpetti! E I PUSH UP!”). Ma c’è una buona notizia: LUI è rimasto sempre a posto. E una delle oche giulive indica la confezione di Nuvenia ancora magicamente all’interno della valigia, a riprova del fatto che minchia, Nuvenia sì che sta dove lo metti. Arriva l’oco giulivo che con un patetico tentativo di impezzo restituisce alle due oche giulive il reggiseno volato via (“Son0 rimasto abbagliato dalla vostra bellezza” – mentre si copre gli occhi con il reggiseno). Le due oche giulive si guardano, e dicono in coro “Certo, che differenza tra lui (indicando l’oco) e LUI! (indicando Nuvenia)”.

GRAZIE AL CAZZO CHE C’E’ DIFFERENZA, UNO E’ UN UOMO E UNO E’ UN ASSORBENTE! Sinceramente, svelatemi l’arcano: voi lo vedete il termine di paragone? Perché io non capisco. E’ come se io avessi da una parte un set di pennelli da acquerello, dall’altra un contatore del gas, e dicessi “Però, che differenza!”. Grazie, uno è un set di pennelli da acquerello e l’altro è un contatore del gas. Come se avessi da una parte una guarnizione di un sifone, dall’altra un tappetino per il mouse, e dicessi “Certo che tra i due c’è proprio un abisso!”. Per forza, una è una guarnizione del sifone, l’altro un tappetino per il mouse. Non è come se avessi Alessandro Gassman da una parte e Danny DeVito dall’altra; a quel punto potrei ben dire “Caspita, tutto un altro andazzo!”. Non se mi trovo con un diavolo della Tasmania ai piedi a paragone con una pendola dell’ottocento. In questo caso davvero prende significato letterale la frase “non c’è paragone”. Nel senso che NON C’E’ PROPRIO. Non c’è niente da paragonare.

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6 thoughts on “Il non plus Linus Seta Ultra

  1. Bibi scrive:

    Ohhhh era ora.
    E giusto per complicare un pò le cose parto dal fondo.
    Secondo me le oche non si riferiscono all’oco ma al reggiseno. Può essere?
    Sul resto…non sono un esperto però ti posso segnalare che anche gli spot dei dopo barba sono abbastanza strambi. Provare per credere..innaffiarsi la faccia con certi “dopo barba” è un’esperienza quasi mistica che viene invece presentata come una carezza..
    A proposito…perchè non ci sono prodotti per il prurito maschile? O va bene il Tantum Rosa? Non c’è il Tantum Azzurro? Secondo me servirebbe, visto che spesso e volentieri ( lo faccio anch’io..ogni tanto) c’è un grattamento palese e prolungato di pisello e fagioli (giusto per restare in campo ortofrutta..) da parte degli uomini.
    a.y.s. Bibi

  2. frastellina scrive:

    sei tornata!
    come vedi, mi sono presa cura del blogghino in tua assenza: l’ho puntualmente nutrito di commenti iposensati (che sono l’equivalente dei cibi sani e ipocalorici), intervallati da gustosi junk food-comments, come in ogni sana alimentazione😀

    questo post è una perla.
    devo dire la verità: verso la fine ho temuto che continuassi a fare esempi di “cose NON PARAGONABILI” all’infinito (come saresti capacissima di fare!anzi, onde evitare, nelle prossime uscite con te e Buondì mi premurerò di non accennare neanche di striscio a: mestruazione, ciclo, e men che meno assorbenti o detergenti intimi… sai com’è, per non innescare la disquisizione…).
    comunque, passiamo alle considerazioni sul tuo post.
    1.devo spezzare una lancia in favore delle M.M.M (Mirabili Menti Mediatiche) che hanno inventato il primo spot:
    a. io, rappresentante del gentil sesso, ebbene sì, giro spesso in truppa con altre ragazze
    b. per forza di cose, vista la strettezza di molti strade e portici di Bologna, siamo costrette ad adottare formazioni funamboliche affinchè tutte (anche “le retroguardie”) sentano in tempo reale le cose che dicono le avanguardie, per non essere estromesse dalla conversazione.

    2. ora ho scoperto perchè, quando ci diamo appuntamento in centro, pur essendo entrambe nella stessa città e pur utilizzando le stesse linee di autobus, inspiegabilmente io arrivo con 10minuti d’anticipo e invece a te “…l’autobus non passava mai e poi ne sono arrivati ovviamente tre di fila…”. In realtà, o sei in casa in mutande coi capelli gocciolanti, o hai un fastidioso prurito intimo. La prossima volta che vedo che tardi, per ingannare l’attesa vado in farmacia e compro una pomata intima lenitiva per te😀

  3. @Bibi: come dice la littizzetto: lo smucinamento del pacco maschile è un dato di fatto. magari le case farmaceutiche non se ne preoccupano perché ormai gliel’hanno data su. però il tantum azzurro io a questo punto lo proporrei. magari anche in edizioni deluxe, una scatola tutta colorata con tantum rosa, azzurro e verde all’interno.
    ps. ma il dopobarba non è una carezza? è un pugno in faccia?

    @fra: ti ringrazio moltissimo per aver curato l’alimentazione del blogghino! adesso mi rifarò sul tuo, ora che posso di nuovo riprendere il mio regime internettario.
    e sì, è proprio il prurito intimo che giustifica tutti i miei ritardi.

  4. Silvana scrive:

    Finalmente sei tornata.
    Ci sono molto mancati i tuoi post surreali ed esilaranti.

    P.S: sto ancora ridendo… troppo divertente!!!

  5. cescocesto scrive:

    un degno ritorno, oserei dire!🙂

    la pubblicità con le donnine coreografate me l’ero persa fino a ieri, ma finalmente l’ho vista! terribile.

    la tizia col fastidioso prurito intimo invece l’avevo vista, e avevo meditato anch’io di scriverci un post, ma non ero sicuro di come trattare l’argomento, per cui grazie di aver colmato la mia lacuna!

  6. @scricci: ebbene sì. son qua.
    @cesco: queste pubblicità ispirano le cazzate, si vede😄

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