Oh. My. GaGa.

“Kleine Monsters. Berlin is about to explode as the Monsterball begins. Open the cathedral + bang on your drums, tonight is for your freedom.”

Una volta, tanto tempo fa, una Ragazza con una Valigia si interrogò su quanto potesse costare un biglietto per il concerto di una delle sue tre cantanti preferite. Il prezzo era altino, ma non scoraggiante, sui 60€. Così, la Ragazza con la Valigia riferì alla sua Fata Madrina la sua idea di recarsi al concerto; nonostante le sue valide argomentazioni, il prezzo sembrava troppo alto, e la lontananza della maggior parte dei luoghi del tour aveva tagliato la testa al toro.

Ma una bella sera, la Fata Madrina e sua cugina (se non ricordo male) andarono al concerto di un cantante italiano, tale Paolo Conte. Appena tornate, la Ragazza con la Valigia chiese loro quanto avevano speso per i biglietti. La risposta fu “75€”. La caustica replica della Ragazza fu allora “Lo sai che questo significa che io andrò al concerto di Lady GaGa, vero?”. E così, con abile mossa, riuscì a convincere il Fato Padrino, grande estimatore della città di Berlino (abbiamo fatto pure la rima! ), ad aggregarsi allo strampalato viaggio e approfittare del passaggio sulla ZuccaDelta.

Ma. Mancava qualcuno. Mancava il Piccolo Hobbit, quello alto sei metri e dieci. Già aveva tentato di convincere tempo addietro la Ragazza con la Valigia a fare un giro a Berlino, ma lei non era convinta. Non è stato così un grosso problema trascinarlo nella lodevole impresa.

E così, la Ragazza con la Valigia, la Fata Madrina, il Fato Padrino e il Piccolo Hobbit, dopo 13 ore passate ai 230km/h sulla ZuccaDelta, sono finalmente arrivati a Berlino.

Fine della favola.

Inizio del concerto.

I Semi Precious Weapons hanno aperto il concerto, alle 8 spaccate – ‘sti tedeschi.. Per chi non li conoscesse, è una band newyorkese che già da tempo collaborava con Lady GaGa, e questo è il loro MySpace. Hanno tentato di scaldare il pubblico tedesco. E credetemi, scaldare un pubblico tedesco non deve essere una cosa semplice. Non hanno quasi fatto una piega nemmeno quando il cantante si è tolto le calze, denudato sul palco, cambiato le decolletées con il tacco 12 e ripreso a cantare. Non hanno fatto una piega nemmeno i bambini presenti in sala (ci si potrebbe chiedere cosa ci stiano a fare dei bambini al concerto di Lady GaGa, ma tant’è). Io e Cesco applaudivamo come matti nel tentativo di dare un minimo di soddisfazione a questi poveri ragazzi. Ma immaginavamo già il boato che sarebbe esploso all’entrata della Germanotta.

Immaginavamo male.

E’ stato un benvenuto cordiale, quello tedesco, ma non so se me la sento di definirlo caloroso. Sicuramente Telephone ha scaldato un po’ gli animi – qualcuno si è addirittura alzato in piedi! – ma per svegliare un po’ ‘sti crucchi c’è stato bisogno, da parte della Germanotta, di:

a. fare un cambio d’abito a ogni canzone – tranne per Monster, dove ne ha cambiati 3.
b. cambiare scenografia ogni tre canzoni.
c. tuffarsi in una fontana con una statua in cima che spillava sangue.
d. canticchiare “scheiße scheiße” sdraiata in mezzo al palco.
e. farsi innalzare su una piattaforma a circa tre-quattro metri da terra con il vestito più bello e più assurdo che la storia ricordi, chiamato “The Living Dress” (sotto metto il video).
f. sculacciarsi in piedi sullo sgabello dal quale contemporaneamente suonava il piano.
g. scriversi “Berlin” con il sangue finto di cui prima sul braccio.
h. cantare Bad Romance alla fine.

Cesco, se ti viene qualcos’altro in mente dimmelo pure.

‘Somma, uno spettacolo per famiglie.

Ma il concerto, che ci crediate o no, non è stato la cosa migliore del concerto. La cosa migliore del concerto (no, Cesco. La cosa migliore del concerto non è stata la bottiglietta d’acqua da mezzo litro che ho pagato 5€20) è stata, con il mio bigliettino da alta tribuna, eludere la sorveglianza crucca e intrufolarmi fin sotto al palco.

Che è stato sorprendentemente facile. Provate, in Italia, ad arrivare fino alle transenne davanti al palco se non vi siete presentati sul luogo almeno due ore prima del concerto. Provateci anzi a concerto quasi finito, quando mancano le tre canzoni più famose. Con ogni probabilità non tornerete indietro a raccontarlo. I crucchi mi hanno lasciata passare quasi senza resistenze. Ho tentato di infiltrarmi strategicamente dove c’erano persone più mature, che sono sempre più disponibili in queste faccende, e dove c’erano ragazzi (bastava un pestotto al piede, un “Sorry” sbattendo le ciglia, e mi lasciavano passare con la stessa facilità con cui le margherite spuntano a primavera). Paparazzi me la sono persa perché mi stavo avvicinando al palco, sorridendo come una mongola, aspettandomi che da un momento all’altro sarebbero comparsi due energumeni che mi avrebbero afferrata uno per un braccio, uno per l’altro, riportandomi nella mia tribuna plebea.

Quindi ho visto Lady GaGa da una distanza di circa un metro e mezzo. E, per tutti i detrattori, posso assicurare che non solo è bella e brava, ma anche che ha un culo strepitoso.

Sono uscita dall’O2 senza voce, anche perché mi è toccato urlare per tutta l’arena, fondamentalmente.

Il primo video è da vedere perché è Bad Romance, ed è la conclusione del concerto. Il secondo video è da vedere perché non vi volete perdere un vestito che gode di vita propria. Il terzo è da vedere perché è Dance in the Dark, è l’apertura del concerto, e perché a mio avviso vederla scendere da una scalinata il cui corrimano è fatto di siringhe giganti, merita.

I video non sono fatti da me, ma mi trovavo più o meno alla distanza del primo e del terzo.

Fantastica.

Cosa abbiamo dunque imparato da questa gita?

1. il monumento agli Ebrei non è affatto una stronzata come insinuano tutti (compreso mio padre).
2. i ragazzi berlinesi sembrano tutti usciti da un riformatorio, portano tutti i capelli alla moicana, e conseguentemente sono tutti fighi.
3. i tedeschi sono freddi perché muoiono di freddo.
4. il Check Point Charlie era più bello subito dopo la caduta del muro.
5. a Berlino va di moda il colore turchese, che è anche il mio nuovo trip del momento.
6. sfatiamo il mito che i tedeschi conoscono bene l’inglese.
7. le magliette dell’Hard Rock Café costano uno sproposito, ma per gli amici questo e altro.
8. è ufficiale: non sono in grado di scrivere le cartoline. Le compro il primo giorno, le scrivo l’ultimo e le imbuco se va bene durante il viaggio di ritorno, sennò direttamente a manoni.
9. la metro berlinese è indicibilmente difficile da usare.
10. non è vero che in Germania si mangia male. Forse non è molto varia come dieta, ma i wurstel sono grandiosi, i bretzel ottimi, gli asparagi abbondanti, le zuppe calde, e le patate perfette.
11. il museo della DDR è fatto benissimo.
12. voglio una Trabant.
13. la Ostalgie imperava per tutto il viaggio.
14. die Partei hat immer Recht.
15. i vestiti si comprano meglio quando c’è l’happy hour “10€ al kilo”.
16. lo zoo ha degli animali adorabili.
17. non volevamo vedere l’Urlo di Munch e Petrarca.
18. il Tiergarten non è un parchetto.
19. il castello di Cecilienhof è una fregatura perché tanto ti fanno vedere solo due stanze. La dépendance è molto meglio e dà ottimi spunti per la casa.
20. Berlino Est è tuttora meglio di Berlino Ovest.
21. la RadicchiStraße è una delle strade più belle.
22. mai sottovalutare quanto può far schifo un caffè tedesco.
23. metti nella stessa stanza due maniaci della pulizia, e otterrai inspiegabilmente un bordello di stanza.
24. la torre della tv di Berlino gira proprio come mi ricordavo.
25. la Porta di Brandeburgo era meglio quando non c’erano palazzi intorno, ma con le bolle di sapone davanti è sempre suggestiva.
26. l’ouzo va bevuto a stomaco pieno.
27. se inizio a ridere io in metropolitana, inizia a ridere anche tutto il resto della metropolitana.
28. i bambini berlinesi sono dei bambini veri. Il chè significa che sono vestiti con la stessa roba che portavano i loro genitori nella DDR, hanno sempre le mani sporche e ridono mangiando patatine in metropolitana. Tutto ciò ha fatto sì che i bambini berlinesi mi stiano simpatici.
29. se chiedi dell’acqua, te la portano gassata. Se chiedi dell’acqua naturale, te la portano gassata. Se chiedi dell’acqua naturale senza gas, te la portano gassata. Se chiedi una bottiglia d’acqua, ti guardano straniti e poi ti portano 25cl di bottiglietta. Gassata.
30. Lady GaGa è un genio.

Per i resoconti più dettagliati sulla città e quello che abbiamo fatto, si prega di vedere i blog di SilvanaScricci e Cesco, gli altri presenti durante il viaggio – oltre a mio padre, che però non possiede un blog – che sicuramente saranno più belli e più seri del mio.

Queste sono le foto che ho fatto in giro per Berlino e che mi piacciono di più.

Nell’ordine: Due foto di fiori a Potsdam, il Check Point Charlie, Monumento ai Caduti Sovietici, Orso Berlinese, bar di Creuzberg, foto concettuale e pregna di significato, piedi di Cesco, Porta di Brandeburgo con bolle di sapone.

Contrassegnato da tag , , , , , , , , ,

18 thoughts on “Oh. My. GaGa.

  1. riccardo scrive:

    Non conosco Lady Gaga, ma mi è piaciuto moltissimo il tuo post.
    Sembra scritto da una nipote di Gadda in versione postrock, poichè contiene un giusto, anzi sacrosanto mix di umorismo, abile labor limae, contaminatio e simpatica follia.
    Interessante anche il discorso sull’Ostalgie; potremmo riparlarne, se ti va. Ok?
    Lady Gaga… della Frau vedrò i video un’altra volta, ma li vedrò volentieri.
    Aufwiedersehen!

  2. frastellina scrive:

    oh, sono contenta! sembra davvero meGAGAlatico come mi hai scritto ieri…
    l’unica cosa che mi ha lasciata stupita è l’orso berlinese: ma a Berlino fa un freddo così polare da assumere come simbolo l’orso BIANCO?!?!?

  3. Silvana scrive:

    Sì fa un freddo tanto, fidati Fra

  4. cescocesto scrive:

    sarà pur vero che soffri spesso di carenza di ispirazione, ma quando ti ci metti pubblichi delle cose di lunghezza decisamente incommensurabile.
    a parte che ora mi hai fatto venire l’ansia da prestazione per il mio eventuale intervento su berlino, vediamo di sfatare alcune tue osservazioni.
    1. il monumento agli Ebrei non è affatto una stronzata come insinuano tutti, ma ammetti che bisogna riuscire a superare il pregiudizio iniziale.
    2. i tedeschi NON conoscono l’inglese, tantomeno il significato di “kleine”.
    3. le magliette dell’Hard Rock Café costano uno sproposito, per non parlare di quanto sono brutte quelle color azzurrino smorto.
    4. ringrazia che in Germania hanno le cassette delle lettere in posti impensabili per noi italiani!
    5. la metro berlinese è facile da usare, ma chi è tarato su quella parigina con la puzza sotto il naso ci si trova male, d’altronde è una metro punk.
    7. il museo della DDR è il tooop.
    8. viva i castori.
    9. la RadicchiStraße non solo è bella ma è ricchissima di ristoranti.
    10. la camera non era un bordello. non del tutto.

    ps. il Piccolo Hobbit?😛

  5. cescocesto scrive:

    ok, voglio sperare che il mio commento precedente sia finito in spam perché troppo lungo, di certo non lo scriverò di nuovo.
    no.

    ps. viva l’albero rosso.

  6. Bibi scrive:

    bentornati a tutti e tre.
    Bella descrizione di una città che mi manca.
    E mi manca in molti sensi; in primo luogo perchè non ci sono mai stato e secondariamente perchè mi manca l’atmosfera del “prima”.
    Cerco di spiegare. Ho sempre voluto vedere e vivere Berlino quando era divisa perchè da come la vedevo io, era l’essenza stessa dello spleen germanico quella divisione. Non sono mai riuscito ad andarci ed ora …non ne ho molta voglia…
    Paura di rimanere deluso? “Paura di volare” diceva Erica Yong…”la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare” rispondeva jovanotti più prosaicamente…probabilmente è solo la voglia di mantenere un’immagine nella memoria..anzi una “mia” proiezione di un’immagine.
    a.y.s. Bibi
    P.S. dopo questa botta di pseudo serietà ..non posso non segnalarti due chicche riguardo ai termini di ricerca:
    a- culo di silvia zanchi (che da me ha un successo enorme..e non so perchè)
    b- “animal porn gallina”!!!! che recentemente ho trovato solo un paio di volte ..ma mi sembrano più che sufficienti.

  7. riccardo scrive:

    Ma tu parli auch deutsch (anche tedesco)?
    Te lo chiedo perchè per me è arduo arduo arduo capirci qualcosa, quando saltano fuori i numeri.
    E così, finisco per darli.
    Ciao!

  8. Bibi scrive:

    Visto che il tour è andato bene…magari a breve tra i downloads potrai trovare qualcosa di “monster”..magari “deluxe”..se per caso non l’hai già..
    a.y.s. Bibi

  9. frastellina scrive:

    aspetto le nuove chiavi di ricerca😀

  10. Sabrina scrive:

    Ciao! Arrivo qui rimbalzando da un altro blog… mi sono fermata a leggere questo post e l’ho trovato davvero divertente. Riuscire ad arrivare lì in fondo al palco in quei momenti… qui te lo sogni
    Sarà il vento delle ciglia da cerbiatta italiana che turba tutti i crucchi? Chissa?🙂

  11. @riccardo:grazie mille dei complimenti! il discorso dell’ostalgie è molto complesso e sicuramente meriterebbe un approfondimento.
    e seguila la gaga, che merita😉
    @fra: in teoria il simbolo sarebbe l’orso bruno, ma in realtà, è un ‘ndo ciapa ciapa. qualunque orso è benvenuto a berlino.
    @cesco: “sarà pur vero che soffri spesso di carenza di ispirazione, ma quando ti ci metti pubblichi delle cose di lunghezza decisamente incommensurabile.”
    vero. è colpa della mia bulimia letteraria. dovrò porre rimedio, prima o poi.
    ps. certo, piccolo hobbit. non sei forse alto quanto un hobbit?
    pps. rosso è niente. peloso è il massimo.
    @bibi: è lo stesso motivo per il quale io ero indecisa se andare o no. e in effetti, alzando la cortina di ferro, si è perso qualcosa, a mio avviso.
    ma chi è silvia zanchi??
    @riccardo2: purtroppo non parlo deutsch, anche se mi piacerebbe. conosco solo alcune parole e frasi, tra le quali l’inflazionato “fünfundzwanzig”, che vuol dire venticinque, ma siccome mi piace come suona, rispondo così quando non so cosa dire.
    @bibi2: monster ce l’ho tutto😉 che intendi per “deluxe”?
    @fra2: ohcazzarola, bisogna che mi rimetta a raccoglierle.
    @sabrina: benvenuta in questa gabbia di matti!
    è vero, qui decisamente te lo sogni. se ami davvero un artista, è una grande emozione, posso assicurarlo.
    c’è da dire che in effetti sbattere le ciglia da cerbiatta italiana ha funzionato in svariate occasioni!😀

  12. Bibi scrive:

    Silvia Zanchi è una che ha partecipato all’isola dei famosi e che da non famosa..sembra che sia ricercata per il suo lato B (a vedere i miei dati…).
    “Deluxe” è la version che ho trovato..non chiedermi cosa voglia dire…la metterò e poi vedi tu.
    a.y.s. Bibi

  13. e se è stata ricercata una non famosa per il lato B, perché mai io sono ancora a casa? va’ a capire ‘sta gente di spettacolo.
    so che esiste un cofanetto deluxe ad edizione superlimitata che infatti è già sold out, ma credevo che in più rispetto all’album solito avesse foto autografate, GaGaocchiali, e cose simili..
    a questo punto sono curiosa!

  14. Bibi scrive:

    Ora trovi tutto nel solito posto…
    a.y.s. Bibi

  15. cescocesto scrive:

    ma perchè uordpress non mi avvisa più dei commenti ai miei commenti? pfui.. ora ritorno da bill gheiz.

    comunque sì, sono effettivamente alto come un hobbit. (“ammazza se sei alto! ma ci stai in macchina!” ancora prima di dire “ciao, ben arrivato” o “tutto bene il viaggio?” :))

    allora mi correggo, viva l’albero rosso. e peloso.

  16. @bibi: visto e scaricato, sono quelle del cd che ho io, ma grazie perché mi hai risparmiato la fatica di copiarle tutte su pc😉
    @cesco: a me uordpress un m’ha mia mai avvisato deh.. (sto imparando, sto imparando.. :D)
    ghghghgh ti chiamerò frodo, d’ora in poi.

  17. cescocesto scrive:

    frodo passa, e chiude. (deh!)

  18. rasoiata scrive:

    Mi permetto di aggiungere a questa enciclopedia:
    il Tacheles (dove passo interi meriggi)
    la East side Gallery
    Tutto il Kreuzberg.
    E le decine di case/gallerie che ospitano le opere e l’artista che, normalmente, sta lavorando come nulla fosse.

    Complimenti per la descrizione.

    Lady Gaga non e’ affatto male, detiene una notevole dose di energia,
    intendo proprio lei, non tutto ciò che la circonda, lei, anche fosse nuda su un palco a sfondo nero.

    Ciao,
    Zac

Parlami! Parlami! Commentami! Commentami!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: