Piove sempre sul bagnato

Avete presente quella scena de ‘La Spada nella Roccia’ in cui Merlino, preso da disperazione per il tetto che cola durante un temporale, prende a mettere pentole e scodelle sotto i buchi per evitare che si allaghi tutto? Vi siete messi a ridere durante quella scena? Vi siete messi a ridere? Lo so che vi siete messi a ridere. Chi solitamente mi paragona ad Anacleto per via della mia risata, ora avrà un’ulteriore motivazione. Come ben sapete, ero andata a Parigi con l’O.P. Ora sono tornata, e posso raccontarvi alcune vicende salienti. Data la lungaggine delle suddette, penso che farò tre post diversi (o due, insomma, adesso vedo).

Sabato sera, torniamo a casa dopo una giornata particolarmente divertente e rilassante, passata a guardare mostre in musei nei quali nemmeno io avevo mai messo piede, e pigrate fantastiche ai Jardins des Tuileries. Soddisfatti, entriamo in casa.

PLIC.

“Tatone, con cosa mi hai bagnato il piede, scusa?”.
“Ma come, Stufetta, con niente.. Non ho mica niente di bagnato..”.
Accendo la luce.

PLIC.

Il lago Michigan.
Apro istintivamente la porta del bagno per controllare che non si sia allagato tutto come qualche mese fa. In bagno è tutto in ordine, tutto asciutto e splendente.

PLIC.

Dritto sulla testa.
Guardo in alto.
Ora vi sottopongo questa semplice equazione: H2O + Fili Elettrici = X.

Risolta a tempo record questa equazione, non mi è rimasto altro da fare che correre all’ascensore e andare a suonare all’appartamento sopra. Ma non c’è nessuno. Uhm. Attacchiamoci al campanello, prima o poi qualcuno risponderà.. magari. Ma non apre proprio nessuno. Busso a tutti gli altri vicini del piano. Nessuno sa nulla dell’inquilino che occupa l’appartamento responsabile dell’allagamento. Omertà totale. Per me tutti sanno ma nessuno vuole dire. La mafia dei tubi.

Torniamo in casa, e non ci resta che asciugare meramente tutto l’asciugabile. L’O.P., sfoggiando invidiabili doti da elettricista che non sapevo avesse, tenta di staccare il lampadario e isolare i fili.

PLIC.

Nel frattempo, vado a chiamare il portiere.
Il portiere non c’è. Già, ora che ci penso, è sabato sera. Cosa mai dovrebbe stare a fare il portiere in portineria di sabato sera? Sarà a ballare al ristoro dei portieri. Sconsolata, torno in casa, dove l’O.P. sta ancora litigando con il lampadario, che rimane attaccato ad un solo, triste filo blu.

“Ehm.. Stufetta..”.
“Sì?”.
“Servirebbe un cacciavite più piccolo per l’ultima vitina.. sennò rimango qui appeso a un filo..”.

Letteralmente.
Peccato che io il cacciavitino piccolino piccolino non ce l’ho. Io ho bestie di cacciaviti per tutti i gusti, trapani, punte da cemento armato, viti grandi quanto un dito, bulloni, chiavi inglesi (per chi non l’avesse già intuito, amo il bricolage, specie da quando ho pressocché dovuto costruire casa da sola), ma cacciavitini piccolini piccolini no.

Andiamo dunque a fare una bella visitina ai vicini! Infilo i miei Cercamici (delle ciabatte DeFonseca a forma di alce alle quali proprio non si può resistere, anche se sei un francese), e passo in rassegna tutti i piani. Trovo un vicino gentile che mi dà il cacciavitino. Mentre l’O.P. ha dunque modo di smontare il lampadario, io faccio due chiacchiere con il vicino gentile. Si scopre che oh! 25 anni fa lui viveva proprio nel mio stesso appartamento! Toh, che coincidenza! E mi svela un segreto! A volte, i rubinetti per chiudere l’acqua sono vicini alla tromba delle scale in corridoio, non dentro all’appartamento! Va dunque a vedere se c’è una qualche speranza per me. Ma non c’è. Ovviamente, siccome la legge di Murphy non ammette eccezioni, i rubinetti sono nell’appartamento. Il vicino gentile si scusa come il cameriere del Titanic al quale cadono in acqua le chiavi che sarebbero servite ad aprire la cella di Jack e Rose. Prego notare il sensazionale parallelismo tra acqua in casa – acqua in nave e tra chiavi per aprire un’appartamento altrui – chiavi per aprire una cella.

Comunque sia, il vicino gentile non può fare più nulla.

Abbiamo perso il nostro unico amico.

Siamo soli, e decidiamo sul da farsi. La decisione è chiamare i pompieri e chiedere consiglio. Risponde un pompiere, e mi dice che la prima cosa da fare è staccare la corrente elettrica (e quello l’avevamo già fatto.. e che siamo, scemi?), andare due piani su per controllare che la perdita non derivi da lì, e nel caso non fosse così, chiamare un idraulico e un fabbro perché entrino nell’appartamento di sopra per risolvere il problema.

Andiamo dunque al nono piano – ore 23.50 circa – per sentire se ci sono problemi. Mi apre una signora dall’età indefinibile, ma definibilmente incazzata come una bestia per essere stata disturbata a quell’ora, che mi dice che lei non ha alcun problema in casa. Tutto è asciutto. Sostiene anzi di aver avuto una perdita due mesi fa, ma di averla ormai sistemata. Afflitti, non ci resta che passare al piano idraulico+fabbro (da me chiamati plombiere&serraturiere per tutta la vacanza). Decidiamo però di attendere fino al lunedì, visto che la tariffa week end non prevede alcuna agevolazione o sconto deficienti.

Intorno alle tre di notte – dopo aver asciugato tutto – andiamo a nanna. Apriamo il divano letto, prendiamo i cuscini dall’armadio. L’O.P. con una faccia perplessa tocca la stoffa della federa. Umida. “Ehm.. stufetta?”. “Sì?”. “Forse stanotte ho avuto caldo.. ma secondo te nel giro di queste 12 e passa ore si può essere asciugato un cuscino madido di sudore?”. “Beh, ritengo decisamente di sì”. “Allora piove anche nell’armadio”.

No.
No.
No.

Togliamo tutto il contenuto dell’armadio. Vengono giù le cascate del Niagara. Asciughiamo tutto. Ci viene il dubbio che non siano i miei tubi ad essere rotti. Ma anche qualora lo fossero, questo non giustifica una pioggia così torrenziale. A meno che quelli del piano di sopra non tirino l’acqua del water ogni minuto, con tutti i rubinetti di casa aperti in contemporanea, cosa che mi sembra alquanto poco plausibile, dato che la casa è vuota. Ad una più attenta analisi, notiamo inoltre che i tubi sono vecchi e malandati, ma intatti, e che l’acqua cola in effetti LUNGO i tubi, non FUORI dai tubi. Eravamo dunque alquanto fuori dai gangheri, ma considerando l’orario proibitivo e anche il fatto che tutto sommato la situazione non stava peggiorando, abbiamo messo una pentola sotto i tubi e siamo andati a dormire. L’O.P. “Beh, dai.. dopo la tua sveglia finto-antica che fa un rumore del diavolo, ora abbiamo anche l’orologio ad acqua”.

Il giorno dopo, decidiamo di uscire il meno possibile per tenere sotto controllo la situazione. L’idea è dunque di mangiare in casa e uscire il pomeriggio. Porto i piatti in tavola.

PLIC.

No.
No.
No.

“Tatone.. piove anche in salottocameradalettosaladapranzostudiobiblioteca.. (è un monolocale, quindi capiamoci)”. Nel giro di appena due ore si aprono tre enormi voragini gocciolanti in tutto il soffitto. E non parliamo di una goccia al minuto, parliamo di due gocce al secondo. Roba che non bastavano più le pentole. Infatti abbiamo anche iniziato a pensare che problema sarebbe stato all’ora di cena, visto che non avevamo più neanche un tegame in cui cucinare. A quel punto, inizio a pensare che l’appartamento di sopra sia del tutto allagato, visto il disastro qui. Ritentiamo con i pompieri. Riespongo tutto il problema. Nonostante l’incalzante gravità della situazione, mi ridice di chiamare il duo plombiere&serraturiere. Tento. Il duo mi dice che la cosa è infattibile, in quanto non è che possono entrare così come gli pare negli appartamenti altrui, e di chiamare prima l’amministratore di condominio, e nel caso non ci sia, la polizia. Come sospettavo, l’amministratore di condominio alle due del pomeriggio di domenica 22 agosto non c’è, così chiamo la polizia, che mi dice di chiamare il commissariato del mio quartiere. Il commissariato del mio quartiere mi dice di chiamare i pompieri. Richiamo i pompieri, dico loro che ho chiamato il plombiere e il serraturiere, che mi hanno detto di chiamare la polizia, che mi ha detto chiamare il commissariato, che mi ha detto di chiamare i pompieri, che punì il macellaio, che uccise il bue, che bevve l’acqua che spense il fuoco che bruciò il bastone che picchiò il cane che morse il gatto che si mangiò il topo che mio padre al mercato comprò. Il pompiere mi dice di richiamare idraulico e fabbro. E a quel punto io mi trasformai nell’angelo della morte sul pompiere che non asciugò l’acqua che colava in casa che non spense alcun fuoco che non bruciò il bastone che avrebbe dovuto picchiare il pompiere che al mercato mio padre comprò. Gli dico che l’idraulico e il fabbro non hanno alcuna intenzione di venire perché non possono entrare in case d’altri. Il pompiere mi dice di chiamarne altri. Riprovo, dicendo stavolta al duo plombiere&serraturiere che i pompieri sembrano non avere alcuna voglia di venire. Per niente impietositi dalla mia vocetta tremula e piagnucolosa, mi dicono di richiamare la polizia. La polizia mi dice di richiamare il fabbro, che venga a casa mia, e una volta arrivato, richiamare la polizia per aprire la porta tutti insieme appassionatamente. Il fabbro dice: “Sì, così in effetti si può fare. Ma chi paga?”.

Già, chi paga?

Mi sembra una domanda del tutto legittima.

“Ehm.. euh.. ehhh.. ma.. quanto costa?”.

“Beh, vediamo. Per buttare giù la serratura sono 300€, per rimetterla su arriviamo fino a 1000, e poi bisognerà evidentemente pagare l’idraulico”.

Richiamo i pompieri.

Riporto le parti salienti della conversazione.

“Salve. Ho un problema. Nell’appartamento sopra al mio non c’è nessuno, due piani più sopra è tutto in ordine, il portiere non c’è, e qui in casa mia piove a dirotto da ieri pomeriggio, peggiorando di ora in ora”.
“Deve chiamare un idr..”
“.. ho chiamato l’idraulico e il fabbro, che non possono venire, così ho chiamato l’amministratore, che non c’è, dopo ho chiamato la polizia, che mi ha detto di chiamare voi, che mi avete detto di richiamare il fabbro, che mi ha detto di chiamare la polizia, che mi ha detto di chiamare il fabbro, che mi ha detto di chiamare la polizia, che mi ha detto di chiamare voi. Mi mancano solo l’esercito e la guardia di finanza e ho chiamato tutti, io non so più a chi cazzo telefonare e qui continua a piovere”.
“Deve chiamare un idraulico e un fabbro”.
“Forse non ci siamo capiti bene. NON VUOLE VENIRE NESSUNO E QUI HO ACQUA CHE COLA PER TUTTA LA CASA!”.
“Deve chiamare un idraulico e un fabbro”.
“NON VENGONO! E’ ILLEGALE ENTRARE NELLE CASE DEGLI ALTRI!”
“Ne chiami degli altri”.
“HO CHIAMATO LA CENTRALE FABBRI DI PARIGI, QUELLA CHE LI CONTROLLA TUTTI! NON VENGONO!!!”
“Chiami la polizia”.

“MI HANNO DETTO DI CHIAMARE VOI!!!”.
“Noi abbiamo altro da fare”.
Già, probabilmente sono impegnati a togliersi i calli dai piedi o a fare scommesse clandestine sull’ultima corsa di pulci.
“Ma, mi scusi, a cosa servono i pompieri?”.
“Per le urgenze”.
“Ascolti, facciamo poco gli spiritosi e mi dica che cazzo devo fare che l’appartamento di sopra si sta allagando, coinvolgendo nella sua interessante attività anche il mio”.
“Deve chiamare un idraulico e un fabbro”.
“NON VENGONO!!! IN QUANTE LINGUE GLIELO DEVO DIRE??! SI RIFIUTANO DI ENTRARE IN CASA D’ALTRI!!! DEVO CHIAMARE SARKOZY PERCHE’ MI VENGA AD ASCIUGARE STO CAZZO DI SOFFITTO???”.
“Non vedo perché dovrebbe essere necessario chiamare Sarkozy”.

Presa dall’esasperazione per una tale mancanza di senso dell’umorismo, oltre che da una più allarmante mancanza di senso del dovere, ho tentato di aprire la porta dell’appartamento di sopra, con l’O.P. che tentava di dissuadermi dal tentare di scassinare una porta altrui con una tessera delle Opere di Bene alla Madonna di Lourdes per evidenti motivi. Per niente dissuasa dalle sue argomentazioni, ma scoraggiata dalla tripla mandata della serratura, ho richiamato la polizia chiedendo il loro indirizzo. Come dice il proverbio, se Maometto non va alla montagna, la montagna andrà a Maometto. Il chè può suonare strano, ma mi sembrava ormai l’unica soluzione. Magari vedendo due ragazzi che sì e no dimostrano 15 anni a testa, si sarebbero impietositi.

Nello scendere, vediamo la luce dell’oblò del portiere (il mio portiere accende un oblò quando è in casa). E’ stato come se ci avessero mostrato la luce del paradiso.

Gli spieghiamo l’accaduto, e nel giro di 15 minuti ha trovato e sgridato il colpevole: era la signora del nono piano. Pare che avesse anche dei precedenti.

Contrassegnato da tag , , , , ,

18 thoughts on “Piove sempre sul bagnato

  1. LadyLindy scrive:

    ma scusa, l’OP ti chiama “stufetta”?
    Forse dietro tutta questa storia c’è un insegnamento in tal senso.

  2. frastellina scrive:

    bè, vedila sal lato positivo: di sicuro nessuno dei 2 scorderà mai questo viaggio!!!
    cmq, x problemi di allagamento, passerei la palla a Cesco… non so quanta esperienza abbia come plombière, ma alcuni post fa, causa pioggia, parlava di arche di noè…😀

  3. @lady: già, mi chiama ‘stufetta’. a volte anche ‘spugnetta’. sono significativi entrambi direi. la cosa si fa inquietante.
    @fra: questo è sicuro! specie quando leggerai la seconda parte del post..
    aspetto commenti di cesco per sapere cosa ne pensa, e se mi dà una mano a costruire l’arca.

  4. rasoiata scrive:

    Paolo Villaggio ne ricaverebbe una sceneggiatura.

    I colpi di sfiga pretenderebbero eguali colpi di fortuna,
    al che’ potresti fiondarti in un agenzia ippica e giocare la tris
    4/5/7 con sorprese il 10 e il13.

    Ciao,
    zacforever

  5. cescocesto scrive:

    sono indelicato se rido delle vostre sventure? perché se lo sono, vado a ridere in un’altra stanza, poi torno e finisco il commento.

    sono totalmente inabile come idraulichiere (anche come elettritecnico o meccanicista), ma se vuoi una mano con l’arca te la do.
    prepara stuzzicadenti, scottex e colla vinilica.. fatto?

  6. superdelly scrive:

    Avrei compiuto un pluriomicidio à Paris.
    Roba da farci un horror!!!😀

  7. @zacforever: altro che una sceneggiatura.. ci farebbe come minimo una carriera intera di film!
    @cesco: ridi ridi che la mamma ha fatto i gnocchi😄 io come plombiera me la scavicchierei anche, ma con l’arca sono pronta ad imparare, non so nulla. quindi, sì. ho preso stuzzicadenti, scottex e colla vinilica. ora che faccio?
    @superdelly: pure io avrei compiuto il pluriomicidio😄 ma perché non riesco a visualizzare il tuo sito?

  8. cescocesto scrive:

    allora.. prima devi fare il pianale, ti puoi aiutare con un cartone 50×50. adagiaci circa un milione e mezzo di stuzzicadenti e incollali uno per uno fino a coprire il cartone.. fatto?

  9. speradisole scrive:

    Per come l’hai raccontata si ride, ma viverla è un’altra cosa.
    Un piccolo suggerimento, che è anche una piccola vendetta: quando torni a Parigi tutti i giorni alle 23,50 vai a suonare dalla signora incazzata del nono piano.
    Scappa via, ma l’ultimo giorno le chiedi se ha chiuso tutti i rubinetti. Non si sa mai.
    Ciao simpaticissima, un abbraccio.

  10. Silvana scrive:

    Beh mentre succedeva e me lo raccontavi al telefono non mi sono divertita un granchè a leggerlo qui, invece, mi sono piegata in due dalle risate.

    P.S. bella la musica che hai scelto come sottofondo al blog.

  11. Costa scrive:

    In effetti, a leggerlo ora si ride di gusto, ma a viverla c’era da non crederci. Anche perché non ero sempre sicuro che gli occhi arrossati della Stufetta (a PRESSIONE!!) lo fossero solo per qualche lacrima di frustrazione… mi pareva talvolta di intravedere lampi degni di Hannibal Lechter!! Ma non sarà stata la vendetta della Fletcher per averla fatta franca l’altra volta?? Bella l’idea dell’arca, ma dimmi Vitty: come la mettevi con la coppia di coccinelle che ti avrebbe chiesto asilo per salvare la loro specie?…

  12. Mercante di Vento scrive:

    ahahahaa mi hai fatto cappottare dalle risate per come hai descritto il tutto….anche se chiaramente mi dispiace per l’allagamento

  13. superdelly scrive:

    Strano che non riesci a vederlo :S

  14. Bibi scrive:

    Suvvia…per due gocce.
    E’ così romantica Parigi quando piove….
    a.y.s. Bibi
    P.S. cmq il fabbro è un ladro…parigino ma ladro..con 1.300 euro metti su una blindata di buona marca.

  15. @cesco: fatto. poi?
    @speradisole: ahahaha lo farò sicuramente!!!😀 la trovo un’ottima idea.. come unire l’utile al dilettevole!
    @scricci: grazie due volte!!!! ^^
    @O.P: ormai puoi palesarti, non serve che ti firmi costa.. so che vuoi passare in incognito, ma non c’è speranza. lo sanno – o lo sapranno – tutti che sei l’O.P. comunque in effetti, cazzarola, non avevo pensato alla questione delle coccinelle. magari potrei esasperarle a tal punto che saranno loro stesse a non voler salire sulla mia arca.
    @mercantedivento: ehehe meno male che almeno ti sei divertito tu😉
    @superdelly: ho riprovato, ma mi rimanda agli annunci libero O.O magari prova a scrivermi l’indirizzo per intero in un commento, magari se passo da google lo trovo..
    @bibi: quando piove, sì.. quando diluvia, meno! LOL comunque hai ragione, è un ladro. quando sono rimasta chiusa due volte in una settimana fuori di casa – e ovviamente sempre di sera tardi o nel weekend – si è dovuto pagare 1100€ di serrature! per un lavoro che avrei benissimo potuto fare per i cazzi miei, se solo avessi avuto un trapano nella borsetta.

  16. cescocesto scrive:

    fai la stessa cosa per altre quattro volte.. fattooo?
    bene, ora con un po’ di colla fissa i cartoni in modo da creare una scatola.. fatto??
    bene, cospargi tutto di acqua, vinavil e scottex, e fanne sette strati.. fatto???
    fai asciugare per dodici ore, tingi con gli acrilici di un colore che ti piace (rosa, viola, ma anche verde acido o arancione pallido!).. fatto????
    la tua arca è pronta, carica una coppia di coccinelle e vvvai!

  17. @cesco: mi ci è voluto un po’, ma ho fatto. ora non mi resta che aspettare la prossima alluvione.

  18. […] e non ottengo risposta. Non so se a questo punto avete notato anche voi la somiglianza con il bue che bevve l’acqua che spense il fuoco che bruciò il bastone che picchiò il cane che m…, e non so se di conseguenza è venuto anche a voi il dubbio che esista un bug nella burocrazia […]

Parlami! Parlami! Commentami! Commentami!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: