Amore e quattro biscotti di Ladurée

Eccomi tornata dal viaggetto.. sigh..

Proprio in verità, non ho nemmeno idea di da dove cominciare a raccontare.

Di da dove?

Fa il paio con il “Lo sai a me chi è qual è un artista che piace?” che ho sparato a casa dell’OP prima di partire. Devo rassegnarmi, ormai non sono più in grado di parlare. Scambio le lettere come Dotto dei Sette Nani (vedi una mia trionfale entrata in un negozio esordendo con un “Salve, avete delle figlia cinte?”), non mi vengono in mente le parole, anche semplici, la mia mente non distingue più tra italiano e francese (vedi l’OP che chiede di tradurmi un piatto dal menu, e la mia traduzione “E’ un panino tostato, cioè, pancarrè, con patate, tomati e..” – a questo punto la mia mente visualizza un paio di melanzane ma non riesce ad associare il termine all’immagine – “non le obergine.. le.. dai che hai capito! quelle lì.. lunghe!”. L’OP non capisce e per comodità ordina un’omelette), inizio una parola, so cosa voglio dire, ma non mi viene la fine e non riesco a completarla.. sto peggiorando.

Comunque.

Dicevo che non so nemmeno da che parte iniziare a raccontare, nè come suddividere le foto, visto che ce ne sono niente male. Potrei iniziare col dire che è stata una vacanza di gite fuori porta. Oltre a Parigi infatti siamo stati a Versailles (l’ho già vista novecentomila volte, ma per qualche strano motivo, questa è la prima in cui ho con me la macchina fotografica) e in un adorabile paesino misconosciuto chiamato L’Haÿ-les-Roses, dove c’è solo un parco fantastico, che verrà inserito nella guida Michelin mia e dell’OP sui migliori Parchi da Pigrata, e un roseto enorme. Cioè, un solo enorme parco adibito a roseto. 30.000 piante solo di rose. Inutile dire che ho passato tutto il tempo a disperarmi di non avere affatto un pollice verde nonostante il mio smisurato amore per i fiori (mentre a mia nonna nascono le palme da dattero in corridoio come se fossero margherite) (giuro, le è nata una palma da dattero in vaso perché tempo fa ha gettato un dattero lì dentro per vedere se succedeva qualcosa). A questo punto posso mettere qualche fotina del luogo. E, come non mi stancherò mai di dirvi, appoggiate il mouse sulle foto e leggerete interessantissime didascalie.

* * *

Rose bellissime. No, dico, che colore fantastico è?

Mo' che carini, davanti alle rose Ingrid Bergman!

C'è bisogno di dire ancora quanto belli sono questi fiori?

Non ce n'è bisogno, ma lo diciamo lo stesso. Questi fiori sono bellissimi.

Ve ne cuccate un'altra uguale solo per farvi vedere quanto stanno crescendo i miei capelli, cosa della quale sono molto orgogliosa vista la faticosa e maniacale cura che ho per loro.

Questa la posto sul blog assolutamente così la vede mio papà, il più grande fan di Marlène Dietrich.


* * *

Mamma, sento che sarà un post eterno.

La sera, quando siamo tornati dal delizioso L’Haÿ-les-Roses ho obblig.. ci è venuta voglia di vederci Marie Antoinette di Sofia Coppola, che è uno dei miei film preferiti, nonostante avessimo appena finito un tour de force di pulizie di casa, intorno alle 3 di notte. Alle 5, finito il film, l’OP era talmente tanto colpito che ha deciso che dovevamo proprio andare a Versailles. Nel caso anche voi, come lui all’inizio, non foste tanto dell’idea di visitare il castello, mi riservo di tentare di farvi cambiare idea con il trailer del film (VEDETELO!).

* * *

* * *

Così, il giorno dopo (ehm.. il giorno stesso, qualche ora dopo) abbiamo fatto armi e bagagli e siamo partiti con il nostro trenino per andare al castello. Io come al solito volevo rimanere a vivere nei giardini, lui è a sorpresa caduto in amore con l’Hameau de la Reine (letteralmente “La Borgata della Regina”, un villaggetto rurale che Marie Antoinette si è fatta costruire all’interno dei giardini di Versailles). Abbiamo progettato per l’anno prossimo di restare a dormire là di super straforo chiamando anche Gossip Girl. In fondo, se ti nascondi con incedere furfantello (cit.) in 800 ettari di bosco, ma chi t’acchiappa?

Com’è come non è, ecco che ci sono le foto. E noterete che nelle foto non ci sono turisti in mezzo ai quaglioni. Perché? Perché io so un trucco. E non è Photoshop. E’ proprio un trucco per entrare a Versailles gratis e quando c’è pochissima gente. Ma non ve lo dico perché sono una Ragazza con la Valigia e ho i miei segreti del mestiere.

* * *

E' o non è il cancello più tamarro e più sghicio che abbiate mai visto?

Prego notare questa fantastica foto della reggia SENZA la benché minima presenza di turisti davanti. Prego notare.

Porta che come sempre potrebbe essere dovunque e invece è al Petit Trianon.

Forse da qui lo potete stabilire con più precisione che si tratta davvero del Petit Trianon.

VOGLIO questa poltrona. E anche tutto il resto della stanza. Specialmente la porticina nascosta.

Questo in realtà è il Mercato delle Pulci. Ma ci stava bene qui.

Inverosimili cavoli blu nell'orto del villaggio di Maria Antonietta.

Il tempo più fighissimo che potessimo mai beccare.

Palle di fiori non meglio identificati nel villaggio di Maria Antonietta.

Non c'era forse la luce più bella che si possa immaginare? Sono stata sotto il Tempietto dell'Amore per due ore a fare foto, con l'OP su una panchina che non ne poteva più.

Ok. Knock knock knockin' on Heaven's door.

♫ ♪ The Cure – All Cats Are Grey

* * *

Dopo questa sfilza fenomenale (quindici minuti per scrivere correttamente la parola “fenomenale”, dopo ben due correzioni dell’errore “fenomelane”) di foto, vado a raccontare la peripezia cul-in-aria che ha dato il titolo al post. Dopo la visita a Versailles – e al negozio di Ladurée all’interno della reggia, dove ho comprato dei goduriosissimi biscottini al burro e noce di cocco, sgranocchiati in barca nella fontana del giardino (sì, la fontana del giardino è talmente grande che si può andare in barca) con l’OP che remava – siamo tornati a Parigi e siamo andati a mangiare.

Avevamo deciso di andare in un ristorantino nel quale avevamo già mangiato l’anno scorso. Era stata una delle cene migliori della mia esistenza, con pane caldo e burro salato, ostriche, piatto principale a base di salmone e dessert. In tutto, una ventina di euro a testa. Non sto scherzando. Convinti dunque l’anno passato di aver trovato la Mecca, siamo tornati anche quest’estate in questo magico posto. Arriviamo, ci dicono che dobbiamo aspettare qualche minuto. “Però, bello, eh Stufetta? Hanno rinnovato tutto!”. “Eh sì, OP, l’hanno fatto carino.. cioè, non che l’anno scorso fosse brutto, anzi, forse prima era meno pretenzioso ed elegante, più ristorantino di mare.. però bello..”. Arriva il cameriere e ci fa sedere. L’OP a un certo punto butta un occhio al tavolo a fianco, al quale hanno appena portato il conto. Sbircia. Mi guarda. Sussurra: “Non vorrei dire.. ma quelli di fianco a noi hanno speso 380€ in tre”.

“Vabbè, ma dai, avranno preso antipasto, primo, secondo, terzo, ostriche di contorno tanto per gradire, dolce e vino, più quella cosa strana lunga lunga che sembra un bong”. “Secondo me quella cosa strana lunga lunga è quella che vogliono metterci dove non batte il sole, ma speriamo che abbia ragione tu”.

Dai, avrò senz’altro ragione io. Infatti ecco che arriva il cameriere che al posto dei menu ci porta due iPad.

Panico. Panico 1. perché non ho la benché minima idea di come si usi un iPad, un iPhone, un iMac, un iCazz e qualunque altra cosa che coinvolga un iCoso e che necessiti di una scrollata di dita per girare pagina e 2. perché l’iPotesi di un ragguardevole rincaro dei prezzi non è più così improbabile come sembrava. Dopo minuti di smanettamento sull’aggeggio infernale, notiamo che le due cose che costano meno sono un caffè Lavazza a 3€ e un ananas a 11€. L’OP mi chiede di tradurre il Menu Caraibico a 15€. “Intendi il Menu Caraibico per Giovani Bucanieri Sotto i 12 Anni composto da bistecchina alla griglia, patatine fritte con ketchup, e mousse al cioccolato a 15€?”.

Rassegnati all’evidenza di non poter ordinare il Menu Caraibico per Giovani Bucanieri Sotto i 12 Anni in un locale il cui sito internet sottolinea la vittoria a dicembre del titolo di Campione d’Europa degli Ecaillers (parola intraducibile che designa quella particolare persona che vende ostriche e altri molluschi dopo averli accuratamente aperti) (anche perché voglio vedervi mangiare un’ostrica ancora chiusa), e soprattutto rassegnati all’evidenza di trovarci, ahimè, in condizioni economiche inadeguate a saldare un eventuale conto di 380€, l’OP ha finto di ricevere un sms catastrofico e con le nostre doti di attori consunti siamo riusciti a scappare dal ristorante prima di commettere l’errore di ordinare alcunchè. Per coloro di voi che si trovassero nelle fortunate condizioni di potersi permettere un ristorante del genere, questo è il sito internet (troverete anche i prezzi delle proposte in questa pagina), in cui scopro che ha cambiato gestione, passando a un tale Garry Dorr, uno squinzio di 26 anni che a detta loro “ha voluto fare di questo luogo un ristorante di frutti di mare eccezionale” e che a detta mia “ha voluto fare di questo ristorante di frutti di mare che era già eccezionale un luogo che si può permettere solamente il Maharaja del Buciodeculdistan”. Leggo inoltre che “l’ambience del Bar à Huitres sarà quella degli aperitivi [un aperitivo a 380€?!] tra amici sul Banc d’Arguin, con la filigrana della memoria di una ragazza che ha marcato la sua vita sentimentale [probabilmente gli avrà lasciato da pagare il conto di uno dei suoi ristoranti].. un sottile mélange da consumare senza moderazione [in seguito al quale potrete senza moderazione chiedere le elemosina sotto il Pont Neuf]“.

Rassegnati insomma a un sacco di cose, siamo andati a cercare un nuovo posto in cui mettere qualcosa sotto le zanne fameliche. Abbiamo così trovato senza grandi fatiche (eravamo a Montparnasse, dove c’è un ristorante ogni due numeri civici) un ristorante giapponese che sembrava carino e a prezzo abbordabile. Così siamo entrati, ci hanno fatto sedere al bancone (non dove c’è il rullo che trasporta il cibo. Proprio al bancone), ci siamo messi uno accanto all’altra come due compagni di banco, e abbiamo ordinato un menu fisso che ci offriva una zuppa, un’insalata e sei pezzi di sushi. La zuppa era sciacquatura di piatti con due – DUE – fettine di fungo champignon e tofu. A questo punto, mentre l’OP mangiava di fianco a me, io osservavo il fungo che galleggiava nel liquido grigino e mi è preso uno sconforto tale che mi ha fatto enunciare amaramente “Ma come siamo passati dalle ostriche.. a questo?”, frase che ha quasi fatto strozzare dal ridere l’OP. Come se ci fosse qualcosa da ridere in un fungo che galleggia nell’acqua grigia. Tsk. L’insalata era una cosa verde di non meglio specificata natura che non faceva nemmeno troppo schifo, non fosse che era annegata nell’aceto e servita su un piatto grande come quelli sui quali poggiano le tazzine da caffè. Poi è arrivato il sushi. Facendo attenzionissima a che il pezzo di pesce e riso non sfiorasse nemmeno per scherzo quell’immondizia inedibile che è il wasabi, onde evitare di venirne irrimediabilmente contaminato, ho assaggiato il primo sushi. “Puzzetto?” “Sì, Puzzetta?” “So che il sushi è pesce crudo e per questo sa di pesce crudo.. ma non ti sembra che questo più che di pesce crudo sappia proprio di pesce vivo ma morto? Cioè, non pesce, ma proprio PESCE PESCE?” “Tipo la puzza che fanno gli acquari quando ci si dimentica di cambiare acqua?” “Già. Proprio quella. Meno male che ci vogliamo bene, eh?”. “Ci rimane solo l’amore”. “E quattro biscotti di Ladurée avanzati dalla gita in barca a Versailles!”.

Il giorno dopo siamo tornati al Ladurée sugli Champs Elysées per rifarci la bocca da quello schifo di pesce. E ce la siamo rifatti con omelette ai tartufi d’estate. E concludiamo con le varie foto del resto di Parigi. Che cronologicamente avrebbero dovuto stare prima, ma vabbè. Il blog è mio e me lo gestisco io.

* * *

Beh, mi sembra che non ci sia bisogno di dire cos'è.

Saponette. Tipicissime. Vedrete quante ve ne propinerò l'anno prossimo se riuscirò ad andare in Provenza.

Saint-Étienne-du-Mont, una chiesa che poteva trovarsi benissimo a Granburrone ne "Il Signore degli Anelli", e che invece abbiamo potuto visitare e rimanerci incastrati dentro, essendo a Parigi e non a Granburrone.

Ancora il Mercato delle Pulci, che questa volta ha ragione di trovarsi qui.

Questo è uno dei negozi più fantasticissimi di Parigi, che presto recensirò nella mia pagina "La Ragazza con la Forchetta", che devo ancora scrivere.

E questi sono i fabulosi biscotti che vendono.

Le scatole di Ladurée oggigiorno assomigliano a quelle di Tiffany.

Iniziamo in bellezza: meringa con crema Chantilly montata a mano accompagnata da gelato artigianale (nella foto alla violetta cristallizzata, ma l'ho assaggiato pure alla mimosa). Sullo sfondo non si vede, ma giuro che c'era, un éclair con crema di lime e infuso di basilico, con glassa al lime e basilico. Ovviamente firmato Ladurée.

Celeberrime "Patate alla Figa", così nominate dall'OP perché indiscutibilmente fighe, fritte fuori e lessate dentro. Notiamo anche la delizia dei piatti di Ladurée, che devo assolutamente trovare per farmi un intero servizio di stoviglie.

Concludiamo in altrettanta bellezza: Saint-Honoré con crema pasticcera ai petali di rosa, composta di lamponi, crema Chantilly all'acqua di rose, sciroppo di rosa e lamponi freschi. Tanto per gradire.

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21 thoughts on “Amore e quattro biscotti di Ladurée

  1. Silvana ha detto:

    Questo post ha delle foto bellissime con tonalità favolose, devo anche dire che la descrizione del ristorante è una delle meglio riuscite tra le tue, pur riuscitissime, descrizioni.
    Le foto delle meraviglie di Ladurée sono una goduria per gli occhi e per il palato con delle confezioni che da sole valgono il giro.
    Cmq questo post mi ha rinforzato nella mia idea che Parigi sia una delle meglio (se non la meglio) città del mondo.

    P.S. in qualità di madre della Ragazza con la Valigia ho saputo il segreto per entrare gratis e quando non c’è nessuno a Versailles, ma non lo divulgherò ad anima viva e, magari, la metterò in pratica la prossima volta che vado a Paris.

  2. Selene ha detto:

    Clap, clap, clap!
    Partendo dal tuo commento su un mio post sono finita qua, sorprendendomi che l’ambiente mi era già familiare. Infatti, 2-3 mesi fa ti avevo aggiunto tra i blog che seguo! Da subito mi è piaciuto il tuo stile e il design del blog, chiaro, pulito eppure ricco di contenuti.
    Clap clap per le foto (che macchina fotografica usi?), e per la descrizione divertente della situazione nel ristorantino (mi ci sono ritrovata perfettamente! 🙂 ). E inanzi tutto mi è molto piaciuto il fatto che non usi e non te ne intendi degli iCazz (mi ci sono ritrovata ancora una volta!), eppure riesci a creare di questo blog un angolo delizioso e creativo.

    Ok. Adesso mi dici il segreto per entrare gratuitamente a Versailles? :)) (scherzo)

  3. cescocesto ha detto:

    un post chilometrico che trasuda vacanza, cibo e amore per paris.
    le foto sono un saccobbelle, mi piace molto quella nel tempietto dell’ammmore.
    sul ristorantino, che dire? (per fortuna) non mi sono mai trovato in situazioni del genere, ma probabilmente alla vista di un ipad sarei fuggito anch’io. o forse avrei ordinato il menù per bambini.
    per quanto riguarda il sushi, io personalmente lo divido in tre categorie:
    A, buono – sa di pesce crudo, ok, ma pure “di mare, sale e vita sottomarina”
    B, ok – sa di pesce crudo, e basta.
    C, male – sa di pesce morto (divisibile in C1, pesce morto di cause naturali e C2, pesce morto per malattia dopo atroci sofferenze, ripescato dal fondo del mare e schionzato su un pallocco di riso)

    ps. invidio ufficialmente tua nonna e il suo pollice verde. (a proposito, juanita è sempre viva, vero?)
    pps. ho dovuto saltare le foto-cibo, in quanto è mezzogiorno e sono in ipoglicemia.

  4. hetschaap ha detto:

    Le foto sono fantastiche! E Parigi è stupenda… che voglia di tornarci mi hai fatto venire! 😦

  5. LadyLindyndy ha detto:

    uno dei post migliori di sempre, perché contiene TUTTE TUTTE TUTTE ke cose che mi piacciono e che mi ossessionano da un po’ (‘sto in fissa!). Conosco bene i problemi delle lingue, come tutti i linguisti quali NOI siamo, modestamente… chi non ha mai chiamato plombiere l’idraulico? 🙂
    Comunque comunico ufficialmente che ci sono fondate possibilità di trovarmi in quegli stessi posti fotografati magistralmente da te, carissima.

  6. LadyLindy ha detto:

    P.S. Ma perché il mio nick è uscito in quella maniera urenda?
    P.P.S. Voglio il tuo segreto per entrare a Versailles in quel modo, ti cedo la parte finale dei miei capelli in cambio (così si allungano ancora di più), sono in ottimo stato senza doppie punte…dai dai dai che fra un po’ ci vado…

  7. Catcher in the Rhye ha detto:

    è un po’ che leggo il tuo blog, e la prima cosa che ho pensato di tutti i post è stato… Che belle le foto! *__* *invidia atroce* Chissà come mai, tutte le volte che trovo un bel soggetto da fotografare la macchina è scarica/c’è poca luce e il flash non funziona/sono di fretta ç.ç A parte questo… Possibile che ieri pomeriggio fossi in centro a Bologna? Perché ho visto una ragazza che, almeno guardando le tue foto, ti assomigliava tantissimo!

  8. @scricci: grazie, e sì, ladurée è un posto meraviglioso 😀
    e brava, mantieni il segreto, che non vorremmo orde di turisti anche quando non devono esserci!

    @selene: hahahah io pensavo che mi seguissi solo su twitter (che è poi da lì che sono arrivata al tuo blog), pensa te 😄
    grazie mille per i complimenti, e sì, ho sempre capito abbastanza di computer grazie a mio padre che mi ha insegnato da quando ero piccola, ma telefonia o incroci tra computer e telefoni.. zero 😀
    se te lo meriterai il segreto, si hahaha 😀

    @cesco: sì infatti era da una vita che non scrivevo un post così lungo hahaha ma era per giustificare una tale quantità di foto hihihih quella del tempietto dell’ammmmore è stata una delle più sudate, perché non riuscivo a trovare l’angolatura giusta, ma c’era una luce cosibbbella che dovevo ottenerne una buona!
    il sushi in questione allora lo catalogherei sotto la dicitura C1. Siamo buoni.
    ps. pure io la invidio, non sai quanto. e soprattutto perché.. juanita..
    buuuuuuuuaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhh :,-( non mi ci far pensare, ho pianto per mezza giornata.

    @hetschaap: eheh, grazie, ed è vero, è bellissimo il soggetto! 😀

    @lady: già, il plombiere è un must. e il serraturiere, perché in genere quando hai problemi vanno in coppia xD oppure le storie che “si derulano”.
    se capiti in quei medesimi posti, mi raccomando, evita “Le Bar à Huitres”.
    ps. perché, ladylindyndy cos’ha che non va? potresti proporlo come nome da cartone animato, tipo rintintin.
    pps. uhm.. non saprei.. è che da quel che ho capito i tuoi capelli sono di colore diverso dai miei.. no, ci vuole qualcosa di meglio. muahhahahahahahah!!! (tranquilla, prima che tu parta te lo dico il segreto XD)

    @catcher in the rhye: grazie! io ho imparato a portarmi dietro una macchina fotografica sempre carica, compattina, ovunque vada, così sono tranquilla 😀
    sì, ieri pomeriggio ero in centro, stavo tentando di impedirmi di comprare una gonna bellissima a 34€ 😀 dove mi hai visto?

  9. cescocesto ha detto:

    @catcher in the rhye: è vero, confermo. ce l’ha sempre dietro.
    quando si ricorda di metterci il rullino! (ehm ehm zoo di Berlino ehm ehm) 😛

  10. Farnocchia ha detto:

    1.grazie per avermi fatto sbavare
    2. la terza foto è stupenda
    3.appena riesco ad avere la certa certezza (enfatizziamo la botta di culo) che andò Parigi sarai contattata per una guida gastronomica…happy? 😀

  11. Catcher in the Rhye ha detto:

    Eh, purtroppo o porto con me la macchina piccola, e allora capita sempre che il flash non funzioni, oppure sono costretta a portarmi dietro quella grande, meravigliosa, ma enorme! E non posso certo andare in giro con un bestione di mezzo chilo attaccato al collo xD Comunque, ti ho visto in via Rizzoli, di fianco a Melbook se non ricordo male.

  12. Mela ha detto:

    Che bellissimissimo post! Sarà perché amo Parigi, sarà perché amo Versailles, sarà perché stra-amo Ladurèe…O sarà perché hai fatto proprio delle foto da urlo, con colori stupendi e un essenza 100% parigina 🙂
    Ora però devi dire anche a me il segreto per entrare gratis e senza gente a Versailles, giacchè conto di tornarci al più presto per portare il koalaboy (fidanzato) che nonostante sia stato a Parigi due volte non l’ha mai visitata (orrore!).
    xx
    Mela

  13. O.P. ha detto:

    Beh, che dire oltre al fatto che le foto sono davvero stupende (e dire che io le ho pure viste scattare e, nel caso di quella del tempietto dell’amore, ne ho temuto i lunghi e reiterati tentativi, visto che temevo che il parco stesse per chiudere con noi dentro…) e che quel ristorante giapponese faceva veramente schifo (vi assicuro che una fetta di champignon che galleggia solitaria in un’acqua bianchiccia è una delle maggiori tristezze culinarie in cui mi sia mai imbattuto: è a dir poco deprimente!): dovete assolutamente assaggiare la omelette al tartufo nero che viene servita a Ladurée!!
    Complimentoni Vitty! post divertentissimo come al solito, una tragicommedia considerata la tragicità del wasabi e degli iPad… Ma non hai raccontato del ristorante marocchino, con il mio posto da castigato ed il gatto affamato, né del ritorno dal ristorante marocchino, quando in metrò abbiamo finto che tu fossi in cinta (a proposito di grandi prove da attori consumati…). Lascio a te l’onore, anzi, il cursore!

    @catcher in the rhye: comunque complimenti a te per la scelta del nome! Ottima citazione, letteraria o musicale che volesse essere…

  14. O.P. ha detto:

    p.s. A proposito, non perdetevi nemmeno la fantastica chiesa di Saint-Etienne-du-Mont, dove tanto per cambiare siamo quasi stati (di nuovo) sigillati dietro i cancelli del deambulatorio durante la messa… sigh!

  15. Cavolo…
    Stavo per partire per Parigi e vedendo questo post ho deciso di dargli prima una letta…
    Quando ho finito erano passate 48 ore e le prenotazioni erano già scadute.

    Pensi di rimborsarmi del danno?
    Se si ti mando l’Apps per I-PIAD (è una versione che ho comprato in vacanza a Rimini, che dialoga benissimo con l’I_PROSC) per fare il bonifico online.

    P.S. pensavo avessero chiuso il tombino dell’impianto di irrigazione di Versailles, da cui accedere ai passaggi sotterranei….

  16. Catcher in the Rhye ha detto:

    Viva l’I-PIAD! xD Comunque tutte queste foto mi hanno fatto venir voglia (proprio a me, che la Francia non la sopporto!) di tornare a Parigi… *sigh*

    @OP: grazie! 🙂 Comunque voleva esserle entrambe, sia letteraria che musicale ^^

  17. @Farnocchia: 1. prego
    2. grazie mille, è una delle mie preferite ^^
    3. aspetterò con grande impazienza di farti da guida gastronomica 😀

    @Catcher in the Rhye: LOL io almeno una compattina, un telefono foto-munito, una telecamera, un qualcosa dietro ce l’ho sempre 😀 e sì, in genere faccio le vasche in via Indipendenza e poi passo da via Rizzoli, quindi può essere!

    @Mela: grazie mille! inizio ad arrossire davvero con tutti questi complimenti! ^^ il chè significherà probabilmente ulteriori foto in futuro ^^
    il koalaboy non ha mai visto Versailles? è una lacuna che va colmata! è uno dei posti più belli di Parigi!!

    @O.P. Oooooh! le mie fosche pupille vedono un moroso commentatore!! 😀 grazie della pazienza sotto il tempietto dell’amore dove non ti ho degnato del benchè minimo segno d’amore per scattare le foto 😄 e meno male che ci siamo consolati con il marocchino (le recensioni per il marocchino e il gatto ciccione che scorazzava tra i tavoli le metterò nella nostra guida michelin, che se aggiungevo ancora qualcosa a questo post chilometrico i miei lettori mi tiravano pomodori hahaha). grazie stellino tivubbì :*

    @catcher in the rhye 2 e O.P.: amo quando i commentatori si mettono a conversare tra di loro hahahahhaha 😀

    @Claudio: nisba rimborso. qui abbiamo ormai imparato da Ryanair, mettiamo una clausola minuscola con tutte le avvertenze, e poi ci teniamo i soldi. muahhahahahha!!!
    però se mi mandi l’iPiad e l’iProsc siamo contenti comunque!
    P.S. hanno aperto un altro trucco!

  18. Mannaggia alle clausole in piccolo…
    Attenta però che se per usare iPiad e iProsc devi prima clickare su “ho letto e accetto”.
    E mica lo so se ti conviene….

    Comunque vedo che i due dispositivi hanno un mercato potenziale…

  19. […] una professionista né ho la benché minima bravura. Poi, una volta che avrete visto gli splendidi scatti a soggetto simile della RCLV, potrete dire definitivamente addio alla mia credibilità come fotografa. Ah, e mi raccomando, […]

  20. Sara ha detto:

    Che bello questo post…ti ho scoperta per caso da un’altro blog che seguo ed è stata una bellissima sorpresa!…Immagini strepitose, complimenti alla fotografa e poi, non devo aggiungere altro…Versailles, Maria Antonietta, Ladurée e…Parigi parlano già da sole non c’è altro da dire! a presto Sara

  21. Ma grazie! Però i soggetti aiutano, come hai detto tu, Versailles, Maria Antonietta, Ladurée e Parigi hanno fatto il grosso del lavoro! 😀
    Grazie del commento e benvenuta sul blog! ^^

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