Archivi categoria: il ValigiaPensiero

Pubblicità, è un bicchiere di vino con un panino, la pubblicità

Giusto un post toccata e fuga per dirvi di sottoscrivere al CLAMM Magazine se non l’avete fatto (a tutte le sezioni, o non riceverete nessun aggiornamento, ahimè!) e per saggiare le mie doti di addetta al montaggio: godetevi la pubblicità che ho fatto per CLAMM. Spero vi piaccia 🙂

PS. Guardatelo in HD, è molto più fiquo.

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Buon compleanno a me! E non solo a me!

Buon compleanno a me! Buon compleanno a meee, buon compleanno a meeee!!!

Ma non è solo per farmi gli auguri che scrivo questo post. Anche perché questo post sarà strano: lo sto scrivendo a mezzanotte e dodici del 14 novembre, il che significa che ufficialmente non è più il mio compleanno (ma è come se lo fosse, visto che non sono ancora andata a dormire). Lo pubblicherò domani – cioè oggi – mattina (del 14 novembre, in altre parole), ma con la falsa data del 13.

E questo perché!

Perché ieri (oggi), oltre a me, si festeggia il compleanno del nuovo superprogettone ideato da me e dall’OP, con la collaborazione di tanti amici e fantastici blogger (giusto, Lady?): è nato CLAMM Magazine, una rivista online di cultura, dove potrete trovare a partire da oggi (oggi 14, ma anche oggi 13) articoli su cinema e teatro, letteratura, arte, musica, moda, cucina e chi più ne ha più ne metta! Nel caso foste anche voi interessati a collaborare, potete inviare un saggio delle vostre capacità di autori all’indirizzo clammmag@virgilio.it!

E anche nel caso non foste interessati a collaborare, ESIGO che siate interessati alla rivista. Il che significa leggerla e soprattutto commentare!!! Perché?

Perché lo dice la Ragazza con la Valigia. E perché è il suo compleanno. E perché questo blog è come casa sua e si fa quello che dice lei. Perché è la dittatrice imperatrice e divinità suprema di questo blog e di quell’altro sito.

Cosa ci fate ancora qui?

Andate a leggere!

CLAMM MAGAZINE!

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Shopping (stava per essere pubblicato come “shooping”)

Ecco un post solo per fare sfoggio delle cose belle che mi compro io.

Non è vero, in realtà è un post inutile perché avevo voglia di scrivere e anche di fare delle foto hahahahahahahah.

Dopo aver agguantato un voto più che decente nella seconda parte dell’esamino di letteratura italiana

No, non erano questi tutti i libri da studiare. Qui ne mancano tre.

ho deciso che finalmente potevo concedermi il tanto agognato shopping invernale (che aspetto di fare dal mese scorso ma che non ho potuto fare, visto che la paghetta di settembre si era già consumata ad agosto nell’ultimo viaggio a Parigi). Nel mio enorme progetto di S.V.V.A.S.S.D.C.A.N. (Smaltimento Vestiti Vecchi Al Solo Scopo Di Comprarne Altri Nuovi), che come sigla assomiglia tristissimamente alla parola svastica e che quindi, non piacendoci, potremmo chiamare R.V.A.A.S.S.D.U.I.D.R.P.C.D.N. (Riciclaggio Vecchi Abiti Al Solo Scopo Di Utilizzare Il Denaro Ricavato Per Comprarne Di Nuovi), e che, parendoci troppo lungo, potremmo abbreviare amichevolmente in A.S.S. (visto che Al Solo Scopo è la costante tra le due sigle), ho fatto questo relativa talmente lunga che mi sono scordata qual’era la proposizione reggente.

Quindi, nel mio enorme progetto di A.S.S. che potete trovare qui, ho deciso che avrei fatto un tour de force – sai che force – ad ottobre, comprando tutti i vestiti invernali (invernali davvero, non quelli estivi che di solito uso uno sopra all’altro in inverno) e poi basta. Cioè, fino almeno a febbraio, nient’altro. nessun altro acquisto di abiti. Sono seria. Ce la devo fare. E quindi oggi, finalmente, sono potuta andare a fare shopping sfrenato con un pazientissimo OP

Esemplare rarissimo di OP paziente.. sono stata fortunata a riuscire a fotografarne uno di nascosto con il cellulare.

che mi ha accompagnata e supportata nei momenti di massimo sconforto relativi a quale smalto comprare.

E poi ecco qualcuno degli acquisti. Perdonatemi la qualità non propriamente al mio standard, ma le ho fatte con pochissima luce, l’iso a 1000000000000 e quindi sono tutte sgranate.. sigh! (Le foto non comprendono: una camicia blu che è così blu che la macchina fotografica non riusciva a vederla e quindi a metterla a fuoco nell’oscurità; la crema Bio Bio Baby specifica per l’OP – che per chi non lo sapesse, l’OP è un bimbo atopico – perché la foto aveva una prospettiva tutta strana e piatta; uno smalto rosso coagulo della Revlon che non ha potuto essere fotografato per lo stesso motivo della camicia; due pacchetti di assorbenti, che non ho ritenuto necessario fotografare).

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Maglioncino puccioso che sa un po' di "Bridget Jones quando vede Mark Darcy al buffet freddo di tacchino al curry".

Maglia con la quale sono caduta in amore. Solo la parte sopra è fatta a maglia, il resto è cotono fluttuoso.

Chi aveva idea che i profumi di Zara fossero così buoni?!

I calzini più pucciosi della terra.

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PS. Il fatto che le foto non siano a qualità ottimale non vi giustifica a. a non lasciare commenti e b. a non passare il mouse sopra le suddette per vedere le didascalie!

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I drammi di una valigia.. della Ragazza con la Valigia!

Visto che sono una Ragazza con la Valigia, e che sto per partire, voglio condividere con voi come la Ragazza con la Valigia prepara la valigia. E così impariamo la regola n°1, ossia:

1. La Ragazza con la Valigia non ha mai voglia di fare la valigia. Ecco perché sta qui a scrivere un post anziché preparare la valigia, nonostante manchino tre ore alla partenza. Il che ci riporta direttamente alla regola n°2:

2. La valigia si prepara rigorosamente il giorno stesso o la notte prima della partenza, così si è sicuri di essere abbastanza affrettati, nel primo caso, o abbastanza confusi dal sonno, nel secondo, per dimenticarsi qualcosa. Ma come decidere cosa portarsi dietro e cosa diment.. lasciare a casa? Secondo la Ragazza con la Valigia, 3. E’ necessario stabilire quello che dovrà essere un mood, un’impostazione mentale, un’idea che sarà il tema conduttore della vacanza in base al quale scegliere vestiti, trucchi e accessori. Questo funziona se non siete metereopatiche o se non capita nulla che possa alterare il vostro umore nel corso del viaggio, altrimenti sicuramente a metà vacanza vi ritroverete con una voglia matta di infilarvi una camicia di flanella sporca di un mese e jeans rotti cantando Lithium, quando avevate previsto un guardaroba “Sirena-Fluttuosa-Glitterosa-Magicosa-Piratosa-Appena-Uscita-Dal-Mare”. E vi troverete spiazzati.

Una volta stabilito questo, la Ragazza con la Valigia va a sistemare il cosiddetto “Angolo Beltade”. L’Angolo Beltade è suddiviso in Beltade Base, Beltade Capelli, Beltade Trucchi e Beltade Accessorize. Beltade Base comprende fondotinta, correttore, crema viso, e altre cose che in genere sono tutte liquide, e che la Ragazza con la Valigia travasa con santa pazienza in contenitori acquistati appositamente delle dimensioni regolamentari per le leggi aeroportuali, il tutto a sua volta riposto in una bustina trasparente adorabile e richiudibile con zip anche lei acquistata per il suddetto scopo. Beltade Capelli è suddiviso in varie buste, una contenente gli accessori indispensabili per la cura dei capelli, quali bigodini, forcine, elastici, ecc, mentre shampoo e balsamo, anche loro travasati con cura nei microcontenitori, vengono messi nella bustina trasparente. Beltade Trucchi è da decidersi in base al tema del viaggio. Utili a questo scopo le palettes, che in poco spazio contengono molti colori. La Ragazza con la Valigia si ripromette ogni due per tre di recarsi alla Mac e farsi fare quelle personalizzate, così da non dover ostiare come una turca ad ogni viaggio perché le confezioni di ombretti sono troppe e non si chiude più l’astuccino. Infine, Beltade Accessorize contiene tutti gli orecchini, collane, braccialetti, anelli, ecc. che potrebbero dare un tocco in più a un abito che vi siete portate che non corrisponde più al vostro umore. Per quanto concerne l’Angolo Beltade, la regola è 4. Non portare mai nulla che esuli dal tema, tanto se vi portate qualcosa “nel caso che” sicuramente non lo userete.

I grossi problemi iniziano a porsi nel momento in cui bisogna decidere il guardaroba. Perché la Ragazza con la Valigia, essendo una persona previdente, inizia a prevedere l’imprevedibile, come potenziali tsunami, siccità da deserto, nuove glaciazioni, epidemie di raffreddore, sbarco degli extraterrestri. Queste ansie vengono alimentate nel momento in cui – come ora – deve andare in città quali Parigi, in cui la sera ci sono 13 gradi e il pomeriggio 36, e in cui potrebbe anche capitare di decidere di andare in un posticino chic. Per quanto riguarda questo ambito, le regole sono, a parte la solita non esulare dal tema, 5. Prendere capi jolly quali magliette nere e bianche di cotone, a maniche lunghe e corte, e jeans, cose che vanno bene con tutto, e 6. Impedirsi di prendere un abito di sera con strascico o altri capi del genere, tanto è improbabile che, per quanto sia chic la destinazione, si venga invitati su un red carpet.

E’ questo il momento in cui normalmente, la Ragazza con la Valigia crede di aver ormai concluso, quando si rende conto che mancano alcuni dettagli portanti: le scarpe e la tecnologia.

Teniamo in considerazione che la Ragazza con la Valigia porta sempre dietro un paio di scarpe con il tacco (almeno quando la destinazione è una capitale europea o simili), e che per “tecnologia” intendiamo caricabatterie del cellulare, caricabatterie della macchina fotografica, macchina fotografica, telecamera, caricabatterie della telecamera, computer, caricabatterie del computer e treppiedi. Il chè, come potete immaginare, risulta alquanto pesante. La Ragazza con la Valigia non ha regole in proposito. ‘n do’ ciapa ciapa.

Se è riuscita ad arrivare fino a questo punto, alla Ragazza con la Valigia non rimane che da sistemare l’Angolo Ipocondria. L’Angolo Ipocondria è riservato ovviamente a tutti i medicinali che la Ragazza con la Valigia pensa che le potrebbero eventualmente servire in caso di influenza, mal di testa, mal di denti, cagarella, mestruazioni improvvise, broncopolmonite, frattura multipla scomposta di tutte le ossa, vomito pirotecnico; ossia un Oki e un Geffer per ogni giorno di vacanza, una scatoletta di Imodium o Dissenten, una di antibiotico, e qualche bustina di Tachifludec. Tutto questo se sta per partire con l’OP, che dal canto suo porterà sì e no due pastiglie di VivinC, convinto che basteranno anche in caso di guerra batteriologica. Il consiglio che si dà la Ragazza con la Valigia, e che tanto ignora tutte le volte è 7. Ricordati che stai andando a Parigi e non in Cambogia e che le farmacie, o se butta male un’ambulanza, potranno agevolmente risolvere ogni problema.

Ecco che, sudata come un caprifoglio, provata dall’immane sforzo, sono riuscita a finire la valigia. Ho stipato tutto dentro in modo che ora il mio bagaglio ha il peso specifico dell’iridio. Sembra di vedere Tetris. Ma ora è tutto perfettamente calibrato anche per non avere rotture di palle dai miei beneamati controllori Ryanair (sì, lo so che avevo detto che mai più avrei messo piede su un aereo Ryanair, men che meno diretto a Parigi. Non è stata colpa mia).

Ed ecco l’ultima regola: 8. Non sperare di riuscire nuovamente in cotanta impresa al ritorno. Al ritorno, anche qualora non ci fosse niente di nuovo, la roba sarà cresciuta come la pasta.

PS. Cesco docet, questo post andrà in onda mentre il mio computer sarà già chiuso in valigia. Magia.

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10.25

Amo Bologna in Agosto. Credo che probabilmente sia il mese in cui la città dà il meglio di sè. Forse è perché molti vanno in vacanza, forse perché i fuorisede se ne tornano a casa (lasciatemi sfuggire un alleluja!), e perché restano solo gli umarèll e i bolognesi veraci. Forse perché tutto sommato quell’effetto fata morgana e l’aria tremula di un’umidità a 34 gradi alle 10 del mattino mi sembra familiare. Forse ancora perché sembra così rallentata dal caldo, e dalle scarse macchine che girano per strada.

Forse quella stessa mattina di 31 anni fa, più o meno alla stessa ora, l’atmosfera era simile; quando il centro era quasi tutto pedonale, e per via Rizzoli e via Indipendenza giravano solo gli autobus. Tutta la gente si stava preparando ad andare al mare, o in montagna, a trovare un po’ di fresco. O magari andava a prendere qualcuno che era appena tornato, e che si era lasciato sfuggire una lacrimuccia vedendo comparire San Luca oltre i finestrini del treno (perché si sa che ogni bolognese sente di essere di nuovo a casa quando vede San Luca comparire sui colli).

Quella mattina 85 persone non hanno potuto apprezzare quanto bella sia questa città in Agosto.

Questa mattina io ero lì, come tutti i 2 Agosto da molti anni, alle 10.25, insieme a molte più di 85 persone, a guardare in silenzio quell’orologio che non ha mai più ricominciato ad andare. E a chiedere, come tutti gli anni, giustizia. Per una città il cui mese più bello non è mai più stato, e non sarà mai più, lo stesso.

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