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La drammatica storia di Pinpirlin e il burro con gli addominali

Ora è giunto il momento di parlarvi di una storia terrificante. Drammatica, angosciante, priva di morale, che alla Borda le fa un baffo. Benvenuti nella terza puntata del viaggio a Cipro, questa sarà la storia di Pinpirlin.

C’era una volta, qui tra le nostre montagne {N.d.R. Vabbè, dai, non è che Madonna dei Fornelli sia proprio montagna montagna.. San Benedetto è a 602m sopra il livello del mare, così ci riferisce Wikipedia.. però se proprio ci tieni a dire “tra le nostre montagn [N.d.R.c.l.V. PORCA MISERIA, REDAZIONE, VOGLIAMO CHIUDERE IL BECCO E ASCOLTIAMO LA STORIA?!]} un fornaio. Il fornaio era l’unico di tutta la zona, e preparava il pane per tutte le valli. Il più grande desiderio suo e della moglie era avere un figlio. Ma purtroppo la brava donna era malata e non poteva concepire un bambino. Così, preso dalla malinconia, un giorno il fornaio, mentre impastava il pane, preparò una pagnotta a forma di bambino. Sconsolato, la mise nel forno, e poco dopo udì una vocina: “Papà, papà, sono Pinpirlin, il bambino di pane! Se mi fai cuocere per sette giorni diventerò un bambino vero e sarò il tuo bambino!”. Contentissimo, il fornaio decise di lasciarlo lievitare in forno, ma ovviamente Pinpirlin cresceva e cresceva, fino ad occupare tutto il forno. Poiché era l’unico fornaio di tutte le valli, non poteva infornare altro pane, e rischiava così di morire di fame. Così, il settimo giorno, poco prima dell’avvenuta cottura, il fornaio mangiò Pinpirlin.

No, dico, non è la storia più drammatica che abbiate mai sentito?! Il Pirata ha sconvolto me, non viceversa! Dov’è la morale?! Cos’ho imparato da questa favola? Dov’è il lieto fine?! É TERRIBILE! Sono sconvolta nel profondo, e immagino che lo siate anche voi. Specie dopo aver visto che anche a Cipro a quanto pare conoscevano la storia, come dimostra questa foto fatta al Museo Archeologico di Nicosia.

Ora che vi ho emotivamente provati, possiamo passare a cose più culturali, e quindi vi dico che se avete voglia di leggere qualcosa di serio riguardo al Museo Archeologico di Nicosia, potete andare su CLAMM Arte a leggere l’ultimo post dell’OP, diviso in tre parti, I sulla storia del museo, II sull’arte cipriota in generale e III sulla collezione del museo. Se avete in programma un viaggio a Cipro non potete perderveli. E anche se non avete in programma un viaggio a Cipro.

Fine della parentesi culturale, ritorniamo a parlare di cagate.

O di foto.

Ecco, mettiamo le foto nuove. Queste, con vostro grande sollievo, saranno le ultime di Cipro. Nei prossimi mesi potrò ammorbarvi con altre foto di viaggi. A questo proposito, vi chiedo: se avessi i soldi per fare un viaggio (che non ho, li sto solo mettendo da parte), quale posto mi consigliereste del quale vi piacerebbe vedere le foto? Pensateci su, e intanto sappiate che se le cose vanno come previsto, forse quest’estate vi pipperete quelle della Provenza e della Costa Azzurra. Sempre che, come chiedo sempre perché non si sa mai, qualcuno di voi non volesse contribuire a pagarmi un viaggio, chessò, a Cuba, a Tahiti o in Marocco.

E per concludere con una chicca (il meglio per ultimo!), ecco il sunto del viaggio secondo l’OP e il Pirata, direttamente in diretta (vabbè, in differita) dall’autobus per Amathus, nell’unica ripresa vagamente presentabile, il chè dimostra quanta strada io debba ancora fare per passare dalle fotografie al formato video. Ma mi sto impegnando. Sbagliando si impara. Vi prego di notare la voce petulante e soprattutto la mano ferma del cameraman. In compenso, la qualità pessima dell’immagine è colpa di Youtube, non di Colette. Probabilmente avrei dovuto uploadarlo su Vimeo. Vabbè. Come dicevo, sbagliando si impara.

Il burro “con gli addominali” o “a cagarella” del quale parlano nel video, per la cronaca, sarebbe questo.

Tanti cari saluti e buona Pasqua in ritardo.

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