Archivi tag: lo so che le foto dell’altra volta erano più belle ma diciamo che ho tenuto le migliori per il terzo e ultimo post

Storie che succhiano la tranquillità dai sonni dei pirati

Eccoci qui per la seconda puntata di Cipro (ammettetelo che non vedevate l’ora!) [N.d.R. Come no, c’era la fila] [N.d.R.c.l.V. Oh, Redazione, non cominciamo, eh!]. Bene. Siccome qui in questi giorni c’è un tempo triste, grigio, uggioso e uggioloso, ho pensato che la cosa migliore fosse dare un po’ di allegria con i bei colori di Cipro, specialmente quelli della parte turca. Sì, perché se in effetti la parte greca dà il meglio di sè su tutte le fantastiche tonalità dell’azzurro e del verde acqua, nella parte turca sembra di essersi buttati improvvisamente nel mezzo dell’incasinatissimo Gran Bazaar di Istanbul [N.d.R. La Redazione coglie l’occasione per sottolineare quanto è stata pirla la RclV, che nonostante in Turchia due anni fa avesse fatto delle bellissime foto, compresa quella del gatto mistico che poteva essere utilizzata per promuovere e forse ottenere la pace nel mondo, è stata così scema da non scriverci un post]. E quindi ciancio alle bande!

In queste foto vedrete una sovrabbondanza di persone. Perché le persone sono colorate.

A questo punto vale la pena di narrare un episodio alquanto ilare del quale però non ho la foto. La sera, siccome anche i pirati hanno un cuore, in camera ci raccontavamo le favole prima di dormire. É così che il Pirata è giunto a conoscenza di una storia che l’ha segnata profondamente e dalla quale difficilmente si riavrà (come me da quella di Pinpirlin, ma è un’altra storia ancora per la quale esiste documentazione fotografica e che quindi scoprirete nel prossimo episodio), ossia quella della Borda. Per chi non sapesse che cos’è la Borda – ergo probabilmente per chiunque non avesse dimestichezza con le favole dell’Emilia – Wiki ci offre una pagina al riguardo. In ogni caso, siccome era notte e avevo sonno, mi sono sbagliata nel raccontare, e così è venuto fuori che la Borda anziché “soffiare la morte in faccia ai bambini”, “succhiava la faccia ai bambini”. Non avessi mai commesso l’errore, ho turbato per sempre i sonni del Pirata, e nel momento in cui a Salamina ha visto una statua di epoca romana perfettamente conservata, tranne la faccia che era stata asportata, è scappata urlando.

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