Bologna, 18 dic. – (Adnkronos) – Una flotta di 170 mezzi spazzaneve pronti ad entrate in azione qualora la nevicata raggiunga i 5 centimetri e 40 spandisale gia’ in funzione sulle strade della citta’. Il tutto, con la mobilitazione di 420 addetti del personale tecnico ed operativo. Cosi’ Hera e il Comune di Bologna si apprestano a fronteggiare l’allerta maltempo annunciato per il week-end sotto le Due Torri. In attesa del gelo e delle abbondanti nevicate, previste anche dalla Protezione civile, il Comune raccomanda la massima prudenza negli spostamenti e ricorda che a temperature molto basse e’ possibile la formazione di ghiaccio su strade e marciapiedi, nonostante gli interventi spargisale.
(AGI) – Bologna, 18 dic. – Allerta neve e ghiaccio sulle strade nel week end nel bolognese, causa le nevicate attese nelle prossime ore sia in Appennino che in pianura seguite da un brusco abbassamento dei termometri, che potranno scendere fino a -7 gradi. Il comune di Bologna, assieme ad Hera, invita a usare il meno possibile l’auto, favorendo il passaggio di mezzi spazzaneve e spandisale per le strade. Si raccomanda di fare attenzione in citta’ anche per il ghiaccio sui marciapiedi, causa spesso di rovinose cadute. Per ridurre al minimo i disagi alla circolazione, sono al lavoro 40 mezzi spandisale, mentre sono 170 le lame spazzaneve pronte a entrare in azione qualora la nevicata raggiunga i 5 cm di altezza. Quattrocentoventi gli addetti, personale tecnico ed operativo, coinvolti nell’allerta neve. (AGI)
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Per chi non lo sapesse, io ho preso la patente a luglio. In ritardo di tre anni, ma non avevo voglia di studiare. Non ho scritto nulla sul blog perché volevo fare una sorpresa a Pallasinistra, che quando mi ha visto arrivare in macchina è stata un minuto ferma con la bocca aperta davanti alla porta di casa.
Ho fatto due esami di pratica: il primo perfetto, non avevo sbagliato nulla, era andato tutto bene. Finisce l’esame, l’esaminatore: “Bene, signorina, accosti pure” allungandomi la patente da firmare. E mentre accostavo, ho preso contro con lo specchietto alla macchina a fianco della quale mi stavo accostando. L’esaminatore ha ritirato il braccio e la mia patente. Giuro, davvero, giuro, che in quel momento ho capito cosa hanno provato i passeggeri del Titanic quando hanno visto l’iceberg.
Poi la seconda volta, il battesimo del fuoco: credo di aver beccato gli unici 10 minuti di diluvio universale di tutta l’estate. Non vedevo nemmeno gli specchietti retrovisori. Ma è andato tutto bene.
Poi ho impiegato sei mesi a convincere i miei a prendere una macchina. Non per i soldi – pagava la nonna – ma perché non avevano voglia di andare in concessionaria. Così un bel giorno ho deciso, e ho trascinato mia mamma alla Renault. Nel giro di una settimana (ehm.. sei mesi e una settimana) ho avuto la macchina.
Ecco la macchina:
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Ah, non la vedete?
Beh, sotto tutta la neve, c’è. E’ una Twingo. Una Renault Twingo (e per cortesia, si pronuncia Renò Tuingò). Si chiama Buondì. Ci troviamo molto bene insieme. E’ un maschio. Me ne sono accorta perché, quando premo il piede sull’acceleratore, e tengo la mano sul cambio, il cambio fa un saltino. I ragazzi sapranno cosa intendo dire.
Beh. Uscendo dalla concessionaria, una settimana fa, non avevo fatto i conti con l’orario, e quindi ho avuto un secondo battesimo del fuoco: prima guida senza doppi comandi, con l’Esterina, alle 7 di sera sui viali. Nonostante un’inversione a U durante la quale mi si è spenta la macchina, nonostante una quantità di gente impressionante, e nonostante l’Esterina con poca fiducia si aggrappasse alle portiere ad ogni curva, siamo arrivate a casa sane e salve.
E oggi, terzo battesimo del fuoco. Strade sgombre (ha nevicato qualche giorno fa, quindi ora per terra è già di che bell’e pulito), io e la Scricci decidiamo di andare a trovare Tata – la prozia mia, la zia sua. Poi, dopo cena, torniamo a casa. Per la cronaca, io adoro la neve.
Dimenticatevi tutto quello che hanno scritto Adnkronos e AGI.
Non c’era nessuna flotta (poi.. flotta? Ma la flotta non era per le navi?) di 170 spazzaneve pronti ad entrare in azione. Da Sasso Marconi a praticamente via Emilia Levante ne ho visti due.
Non c’erano 40 spandisale, nè in funzione nè fermi. Non ce n’era neanche uno.
I 420 addetti del personale tecnico ed operativo che dovevano mobilitarsi si sono mobilitati, poi hanno visto la neve, hanno detto “tiè che esco con sto tempo!” e sono tornati in casa.
Uno dice “eh, beh. Si vede che la neve non ha superato i 5cm di altezza”. No no. Li ha superati eccome. Non si vedeva più niente data la bufera che veniva giù, mi sono congelata tutte le dita delle mani perché, per non far appannare i vetri, ho guidato con i finestrini abbassati, e mi sono presa un coccolone quando ho girato il volante a destra, la macchina è andata a sinistra, e due pedoni non hanno trovato niente di meglio da fare che attraversare a zigzag proprio in quel momento. Mi sono vista tutta la loro vita passare davanti ai miei occhi. Quando sono scesa dalla macchina c’erano già 15cm buoni e non ha ancora smesso. Per la cronaca, sono scesa dalla macchina ormai un paio d’ore fa, quindi se continua di questo passo, domani nemmeno la ritrovo più, la macchina.
PS. Ok. Non potete nemmeno immaginare che figata indicibile è fotografare la neve che cade con il flash. Il flash illumina tutti i fiocchi che cadono, così per un attimo si vede tutto a pallini bianchi. Fenomenale.
Questo è quello che si vede dalla finestra della mia camera, ora:
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Sulla destra della prima foto, potete visibilmente vedere il visibile passaggio degli spazzaneve.
Ah, non vedete niente?
Già, è perché c’è così tanta neve che neanche si vede la strada. Ed è così visibilmente visibile il grande lavoro degli spazzaneve.
Nella seconda foto, quegli enormi pallini bianchi sono i fiocchi di neve, illuminati dal flash.
In compenso non so cosa sia quella striscia di lucetta bianca sul lato della foto. Spero non sia un fantasma, visto che la foto l’ho fatta due minuti fa e ho pure aperto la finestra. Non che ai fantasmi serva una finestra aperta, che io sappia. Ma visto che qua ormai siamo a Cime Temp..
toh, è appena passato lo spazzaneve.
..estose, non vorrei Cathy che mi compare nelle foto.
PPS. Mentre tentavo di pulire lo specchietto retrovisore della macchina, mi è entrato un fiocco di neve nell’occhio. Fa un male cane. Non potete immaginare. Così ho pensato perché mai un fiocco di neve dovesse fare così male. Se tra qualche giorno divento cattiva, fredda e senza cuore, vuol dire che, al posto del fiocco di neve, mi è entrato in un occhio una scheggia di vetro dello specchio che la Regina delle Nevi ha rotto nel racconto di Hans Christian Andersen.
Lascio pure una foto in tema che ho fatto qualche giorno fa (un post pieno di foto!)
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