..♠ La Ragazza con la Valigia ♠..

♠ inglourious basterd ♠

We are living in a material world, and I, I’m a material girl. 1 Ottobre 2009

Mi rendo conto che pubblicare una “lista di nozze di compleanno” potrebbe sembrare un po’ megalomane, ma tutti gli anni qualcuno mi chiede che regalo voglio, e io non ho mai la risposta pronta, così si finisce per regalarmi soldi “prenditi quello che vuoi!”. Non che io non apprezzi i dindini, ma se li ricevo inizia a serpeggiare in me la responsabile e colpevolizzante sensazione che sarebbe meglio risparmiarli e metterli in banca. No buono.

Così quest’anno faccio la lista (la scrivo qui perché se la scrivessi su un foglio di sicuro nel giro di 15 minuti lo avrei perso). Lascerò la lista in evidenza fino al mio compleanno – 13 novembre, per chi non lo sapesse – così che i parenti e i chi altri possano farsi un’idea. Pertanto questo articolo rimarrà in testa, anche se metto nuovi articoli (della serie, se aprite la pagina e vedete sempre questo post, non significa che non abbia scritto nulla di nuovo. Scorrete la pagina xD. So che probabilmente l’avreste fatto anche se non l’avessi detto, ma oh).

gimme

la 88 Piece Makeup Palette + il 13 Pc Brush Set O la Ultra Shimmer 88 Eye Shadow Palette + il 13 Pc Brush Set della Coastal Scents, marca non disponibile in Italia ma acquistabile dagli Stati Uniti tramite il loro sito internet di cui ho messo il link. 1°: 65$65 comprese spese di spedizione con USPS Priority Mail International (44€64) 2°: 66$65 compresa spedizione (45€32). Se siete tirchi (scherzo :P ) potete non comprare i pennelli.

delle cuffie modello Skullcandy (nel senso che se ne trovate che costano meno, NON della Skullcandy, vanno bene uguale, se assomigliano). Indicativamente sono sui 30-40€

scarpe Metro Attitude W dell’Adidas, o comunque scarpe che come forma assomiglino alle Dunk della Nike (ma NON Nike o Converse, boicottate). Colori possibilmente non “flash”. ’somma.. stiamo sul discreto, tipo quelle del link Adidas. Possibili marche: Adidas, Ecko, Vans, Etnies, Reebok, Foot Locker Pastries; numero 37-38. In genere costano sempre 89€, qualunque sia la marca.

un account pro su Flickr. Non il Flickr a cui si accede da qui, il mio Flickr segreto. muahhahaa. 24$95 (ca. 17€09). Se volete regalarmi questo contattatemi perché sono io che posso farlo solo tramite il mio account.

vestiti, intimo e accessori. Sì a: 1. calze carinissime, tipo queste, queste, queste e queste (maledetti siti di calze e flash player.. comunque nell’ultimo link dico le calze che arrivano al ginocchio o appena sopra, non quelle intere)(e più sono frou-frou, volants,  sfrusciants, chou-chou e mu-mu, meglio è), tutto acquistabile a modici prezzi da Calzedonia e Golden Point (grazie Dott.!!) green tick2 2. vestiti pesanti, che prima o poi arriverà l’inverno e non ho voglia di mettermi duemila magliette estive una sopra all’altra come faccio di solito 3. colori depressi, tipo violone, vinaccia, verde militare, marrone, antracite, nero, bordeaux, panna 4. intimo di Intimissimi (anche qui, più frou-frou è, meglio è) (info sulle taglie: come ben dovreste sapere, non sono provvista di seno, perciò rigorosamente prime misure e reggiseni imbottiti. Di mutande, prime o seconde. Calze: seconda misura – zero tette, ma almeno gambe lunghe). No a: 1. maglioni a collo alto o con scollatura tonda 2. intimo con colori flash, con fantasie zebrate, muccate, giraffate, con fiori tropicali, e.. beh, bianco. dico, avete visto la mia carnagione? 3. intimo di Yamamay. Solo Pallasinistra riuscì a regalarmi un capo che mi piacque, e non è detto che la magia si compia due volte 4. tanga, perizomi, brasiliane, o altri pezzi di spago da infilare tra le chiappe 5.vestiti rosa. dico sì al massimo a dettagli e accessori rosa antico.

due cd: Nevermind dei Nirvana (grazie Bibi!) green tick2

We Are the Firm dei Cockney Rejects. Qualora il secondo cd sia troppo difficile da reperire, va bene The Very Best of Cockney Rejects. Riguardo quest’ultimo punto confido nella buona sorte affinché un certo topo non lo venga a sapere. (ri-grazie Bibi!) green tick2

una collana di Chanel. Qualunque. circa 5000€ (hihihihi).

oh, e naturalmente, la pace nel mondo.

Mi riservo il diritto di aggiungere items alla lista, più che altro perché queste sono le sole cose che mi sono venute in mente ora. Se qualcuno prende una delle cose, farò come per le liste nozze, tiro una riga sul regalo.

 

Tutta colpa dei borzog (quelli cattivi. povero borzog buono). 19 Ottobre 2009

Dunque.

(In grammatica italiana non si inizia la frase con una congiunzione, men che meno con una congiunzione conclusiva).

Dunque.

Volevo rendervi partecipi di un fatto la cui rilevanza è quasi storica e assolutamente di pubblica utilità.

Cosa ho sognato stanotte.

Ho fatto una serie di sogni assurdi, nessuno dei quali spaventoso o angosciante, per la verità, ma sicuramente strani, degni di essere ricordati. Sì.

Parto dal meno assurdo, anche se cronologicamente non è il primo che ho fatto. Giravo a Madrid vicino a una serie di case su palafitta (solo davanti. dietro erano simili a quelle della Malàstrana di Praga) con un vestito fluttuoso e svolazzante bianco (immaginatevi il fantasma di Cathy in Cime Tempestose), e c’era una povera vecchietta in una delle case che mi aveva scambiata davvero per un fantasma. Ma non era preoccupata, era solo un po’ perplessa. Però non volevo ripassare da lì per non spaventarla del tutto.

Da qualche parte durante la notte ho sognato anche che ero con la mia migliore amica nel nostro bar preferito – che però era diversissimo – e quello stupido del barista per darmi delle caramelle (nei bar vendono sempre le caramelle) le aspirava con una cannuccia e le metteva in un sacchettino tutte sbavacciate.

Poi – e già qui andiamo sul pesante – ho sognato i borzog. Ho trovato la loro descrizione qualche giorno fa in un libro che sto leggendo, “Il meglio che possa capitare a una brioche“, di Pablo Tusset. Trascrivo il pezzo sui borzog, così avete chiaro cosa sono. (metto pure la copertina del libro).

* * *

tusset

* * *

“Un baccano incredibile ha interrotto la mia siesta, brrrrrrr, proprio mentre sognavo delle creature perfide in grado di  piantare le gambette nel suolo, come radici, e di sopravvivere all’infinito sotto forma di vegetale. Avevano persino un nome, si chiamavano “borzog”, strani esseri a metà tra l’ortica e il folletto. ci camminavi tranquillamente in mezzo senza sospettare nulla e, improvvisamente, zacchete, cominciavano a muoversi, sfilavano le radici dal suolo, trasformate di nuovo in gambe, e ti addentavano furiosamente i polpacci, vaffanculo a loro. [...] Ho cominciato a sentirmi tiste, mentre percorrevo con lo sguardo il salotto, un vero e proprio campo di Agramante che si stendeva davanti ai miei occhi. Ho quasi temuto che dalla giungla della mia stanza potesse sbucare un borzog per gettarsi sui miei polpacci. L’idea mi ha preso talmente male che mi sono lasciato trasportare da un altro avanzo del mio retaggio di educazione borghese e ho pensato che fosse giunto il momento di mettermi a pulire”.

Posto che più o meno è quello che penso io della mia camera, questi sono i borzog. Uno di loro doveva raggiungere la vetta di un monte sopra al quale stava dio, e per arrivarci doveva passare sopra una miriade di geyser (alcuni spruzzavano acqua incandescente, alcuni carboni ardenti, altri fiammate ghiacciate). Se fosse sopravvissuto, avrebbe visto la luce. Ce la faceva, ma al posto di dio lo riceveva il suo segretario. Mi dispiaceva per il povero borzog che aveva fatto tutta questa fatica.

Infine l’ultimo sogno, il più fuori dai coppi. Ero un topo vestito un po’ come Minnie, un po’ come Alice nel Paese delle Meraviglie (sì, embè?) che finiva nello sciacquone del water – non potete immaginare le schifezze che ci sono nello scarico! – di casa di mia nonna. Ero a casa sua perché la stavo aiutando a stendere il bucato. C’erano pure dei ragazzini che mi guardavano le gambe, e nel cielo sfrecciavano dei caccia militari. Comunque, dopo un viaggetto nello scarico, sbucavo da una fogna e mi ritrovavo in un assurdo paese russo, o perlomeno di lingua russa, in cui nessuno conosceva l’Italia nè un modo per farmi tornare a casa, e io continuavo a dire agli ameni abitanti che si ostinavano a parlarmi “ya ne govoryu po russki”, che vuol dire “io non parlo russo”, ed è l’unica frase che so in russo. Però era pieno di campi di fiori stranissimi e colorati, grano e funghi che sembravano usciti dai fumetti (così a occhio, delle amanita phalloides non velenose). Io aiutavo gli abitanti a stendere il bucato.

E non avevo neanche mangiato pesante.

Se qualche pisicologo si vuole sbizzarrire a interpretarli, che si diverta pure.

 

Il sapore dei semi di sveglia 12 Ottobre 2009

Archiviato in: Uncategorized — laragazzaconlavaligia @ 22:16
Tags: , , , , , , ,

Non mi ricordo più cosa volevo scrivere.

Tuzki11

Ah già.

Bene. Ho notato sul blog della Coccinella Felice che periodicamente viene recensito un libro. Io non sono solita farlo (devo pur mantenere una facciata di pseudo-ignoranza, giusto per creare un minimo di mistero intorno alla mia figura), però ho letto un libro in questi giorni di cui mi sono davvero innamorata, e ho pensato che forse non sarebbe poi male parlarne, specie se mai volessi dare una parvenza di alone culturale e pubblica utilità a questo blog.

Purtroppo temo di non poter arrivare a fare come la Coccinella, perché ho un comportamento che potrei definire “bulimia bibliotecaria”. In altre parole, passo a volte anche intere settimane senza leggere nulla che non sia la guida tv o un libro universitario, per poi attraversare periodi in cui leggo circa 4 libri in cinque giorni. Questo evidentemente mi impedirebbe di tenere una seria rubrica sui libri senza incappare in un DCC (Disturbo del Comportamento Culturale).

Faccio quel che si può, e intanto parlo di questo libro qui (ne ho già comprati altri 3 oggi, e sono a metà di uno di loro – mi trovo nel periodo “abbuffata”).

Il libro si intitola “Il Sapore dei Semi di Mela“, “Der Geschmack von Apfelkernen” in lingua originale, di Katharina Hagena.

Die Zeit scrive di questo libro «Profuma di estate, di mele e di ribes, sa di terra e vestiti dimenticati negli armadi, carte e foto ingiallite, polvere e memoria. Un debutto meraviglioso che ha conquistato il cuore più importante, quello dei lettori.», e io non potrei essere più d’accordo, è un libro delizioso. Non vi anticipo niente della trama perché va gustata bene, vi dico solo che parla di tre generazioni di donne. Questo, il titolo, e il fatto che mi abbia fatto venire voglia di piantare piante odorose e fiori in terrazza, lo rendono per me già degno di nota.

* * *

Sapore_dei_semi_di_mela2361_img

* * *

PS1. Ho assunto un altro tipo di comportamento curioso. O meglio, era un comportamento che avevo già, ma che è curiosamente peggiorato. Tutti sanno che ho qualche problema a svegliarmi presto la mattina. Ma da qualche giorno a questa parte NON SOLO spengo la sveglia, mi giro dall’altra parte, penso “ancora cinque minutini di massimissimi”, e poi mi rimetto a dormire, no. Adesso ho affinato la tecnica. Spengo la sveglia DIRETTAMENTE nel sonno. Così mi sveglio a mezzogiorno, quando avevo lezione alle 9 (grazie a dio è successo solo venerdì e sabato), chiedendomi come mai la sveglia non abbia suonato e arrendendomi all’evidenza: la sveglia ha suonato eccome – e siccome questa nello specifico non smette finché non la si spegne, e io non mi ricordo di averla spenta, i casi sono due 1. il Fantasma Formaggino mi spegne la sveglia impedendomi di andare a storia romana 2. spengo la sveglia senza nemmeno svegliarmi, il chè inizia ad essere preoccupante.

Così ho trovato un escamotage per risolvere quasi brillantemente la situazione (dico quasi perché la procedura va un po’ rivista per problemi logistici che si sono venuti  a creare stamattina): ho puntato tre sveglie, ognuna in un punto diverso della camera, tutte in contemporanea. Il piccolo problema logistico che, come dicevo, si è presentato stamattina, è il seguente: le sveglie fanno tutte un orario diverso; infatti porto l’orologio del cellulare sempre un quarto d’ora avanti, così sono quasi in orario (chi mi conosce sa che la puntualità non è fra i miei pregi); in più la sveglietta piccola è indietro un paio di minuti rispetto a quella che fa baccano; il chè mi ha costretto ad esercitarmi in parabolici calcoli matematici affinché, pur continuando a fare orari diversi, le sveglie suonassero tutte alla stessa ora. Così ho pensato “Se il cellulare è un quarto d’ora avanti, per far sì che suoni alle 7, devo puntarlo alle 6.45, e quello che è 2 minuti indietro, alle 7.02″. Siccome ho puntato le sveglie che ero già rincoglionita dal sonno ed evidentemente nemmeno la matematica e l’ingegneria sono fra i miei pregi, come avrete notato, se avete qualche nozione elementare in più di me, le ho messe tutte al contrario. Risultato: la prima sveglia ha suonato alle 6.30, la seconda alle 7, e la terza non ha suonato perché mi ero già rotta le palle e l’ho spenta prima.

PS2. Qualche giorno fa a Sanscrito ho tentato – con scarso successo – di fare amicizia con un ragazzo. Pare infatti che tutti, tranne una,  dei miei amici del ΣKΓ (per chi non lo sapesse, la mia confraternita, gli Σfigati del Korso di Γreco) tra gli opzionali abbiano calorosamente evitato il Sanscrito. Ho pensato che poteva farmi comodo conoscere qualcuno del corso e magari fondare una nuova confraternita, tipo.. ΣKΣ, Σfigati del Korso di Σanscrito. Comunque sia, ho attaccato la pezza alle macchinette a un ragazzo, che mi ha risposto cordialmente e sorridendo, per poi sedersi lontano da me a lezione e scappando via alla fine senza salutare. Oggi lo rivedo, mi saluta con l’occhiolino, poi si siede di fianco a me e chiacchiera amabilmente per tutta la lezione. Alla fine scappa via. Forse ha l’amicizia a scoppio ritardato e domani magari mi saluta pure quando se ne va. Di questo passo, forse all’esame riesco a farmi suggerire qualcosa.

PS3. Per una che non si ricordava più cosa voleva scrivere, ho scritto parecchio.

Appendice del 15 ottobre: ha proprio l’amicizia a scoppio ritardato. Non solo adesso mi saluta sia all’entrata che all’uscita e si siede sempre di fianco a me. *Addirittura* ieri mi ha aspettato e abbiamo fatto un pezzo di strada insieme! Caspita. Uno che va decisamente per gradi.

 

Criceti e mal di goli. 10 Ottobre 2009

Archiviato in: Uncategorized — laragazzaconlavaligia @ 01:58
Tags: , , , , ,

Ho mal di gola.

Puah.

* * *

litighiamcolpkbs 061timbropiccolino

* * *

Ps. Riporto un momento di conversazione con l’Ester – che è tornata dal viaggio di nozze:

“Ester, ma perché non vedo mai Michela? [N.d.R. la criceta di suo marito][N.d.R. che impressione chiamarlo così] è sempre rintanata nella tana.. è viva e vegeta?”. “Sisi, è viva.. mi sono dimenticata di comprarle il cibo quindi sono due giorni che non mangia, però è viva”.

Photo by me.
 

Sopra lo Śruti, lo Yajvza Smṛti, sotto lo Smṛti, lo Yajvza Śruti. 6 Ottobre 2009

Ieri, ho avuto la prima lezione di Sanskrito, uno degli opzionali [cfr. Wiki "Il masochismo è un atteggiamento consistente nel desiderio di subire dolore fisico o umiliazioni"]. Sono uscita dalla lezione alquanto confusa, ma affascinata, convinta che la lezione successiva avrei capito di più, iniziando la grammatica dalle basi basilari. kukuku

In fondo, è il corso Sanskrito per mongoli.

Oggi ho avuto la seconda lezione. Il prof non lo considera il corso base basilare di Sanskrito per mongoli.

A parte il fatto che non capivo nemmeno quello che diceva in italiano perché siamo seduti su banchi di prima della guerra, e quindi è difficile sentire cosa dice il prof a un volume bassissimo quando una quarantina di studenti fanno gnichi-gnichi tutti insieme su sedili di legno. Il prof non si lascia distrarre – al contrario di me – e passa agevolmente dall’italiano al sanskrito come se fossero noccioline.

Per voi comuni mortali che non masticate nemmeno un minimo di Sanskrito, andrò a spiegare in modo chiaro, copiando parte degli appunti di oggi.Tuzki10

Ṛgveda saṃhitā (che [ovviamente] è diviso in bianchi e neri, tipo gli scacchi), Sāmaveda saṃhitā, Yajvzaveda [giuro] saṃhitā e Atharvaveda saṃhitā. Logicamente dal famosissimo Ṛgveda saṃhitā, siamo arrivati al Brāhmaṇa, poi all’āraṇyaka (vuol dire foresta, perché sono testi che vanno rivelati nella foresta) e infine le Upaniṣad, cioè Śruti [a questo punto mi ero lasciata sfuggire un "ehh??" alquanto rumoroso che hanno sentito tutti, come ha provato la fragorosa risata generale che è seguita]. cacchiocacchio

I Veda  sono 13, ma gli Upaniṣad sono ben 108, quindi per forza sono venuti dopo [come ragionamento non fa una grinza. Vi sfido a contraddire questa affermazione].

Ma il Dharma non si ferma! Continua! [citazione letterale, questa][se si riferiva al telefilm "Dharma e Greg", forse ho capito.. si vede che fanno la nuova serie].

La cultura indiana ingloba, ed ecco perché ci sono 108 Upaniṣad, molti dei quali mica sono Veda, però sono Śruti [mica avrete pensato di sì??! buzzurri ignoranti!].

Ciò che non è Śruti, è Smṛti.  Smṛ è la radice per ricordare. Ma da cosa si ricorda? da Śruti che si sono persi. Tuzki sbobonk

Subito fuori dai Veda ci sono i Vedānta, che sono 6, e sono le scienze esegetiche che servono a capire come funzionano i Veda [ecco perché io non ho capito un cazzo, non ho trovato le 6 scienze esegetiche].

Ma gli Smṛti non contengono solo questo! [non sia mai!] Infatti gli Śāstra sono cantati, ma si trovano anche testi Śāstra e testi Sūtra diversi [nessun facile commento sul KamaSutra per cortesia, perché davvero deriva da qui] [e nessuna facile battuta sul genere "Ma che facoltà fai? Studi il KamaSutra a lezione?". SI!].

Tutto ciò per dire che tutto è fuori dal Śruti [evidentemente].

Per me, è fuori dai coppi, non dai Śruti.

pickndig

 

Io non capisco la gente.. 29 Settembre 2009

..che non ci piacciono i fichi.

La canzone, onestamente, come testo non è un granchè. Però ci ho messo tutta… una grande ouverture musicale. Quindi attendete, vado ad eseguire l’ouverture.. L’ouverture mi è riuscita un…un 60%, che non è una brutta percentuale, percè…no, eeh, no no… E’ che io a questo punto avrei dovuto fare un do, ma il do non è una nota facile, il do è una nota… E il tempo di questa canzone è un tempo… il tempo è un tempo: carina questa!
Il tempo è un tempo, ma, il tempo un tempo era… Ah, un momento: bisogna spiegare a quelli di sotto che il microfono che dovrebbe essere qui è qui e il microfono che dovrebbe essere qui è qui. Il fatto che qui e qui in italiano si dica nello stesso modo complica orrendamente le cose però…
.

Ma com’è che la gente si prende così tanto sul serio?

Mi era capitato, un po’ di tempo fa, di avere a ridire con un mio amico riguardo le mie abitudini a tavola. Eravamo al mare (prego notare: al’bagno azzurro’ a Milano Marittima, non al ristorante del Ritz), tutti in costume, a mangiare. Io ho afferrato una delle patate nel suo piatto – previa autorizzazione – con il coltello. E lui mi ha rimproverato dicendomi che le persone di classe mangiano con la forchetta. E io gli ho risposto “e noi da quand’è che siamo diventati persone di classe?”.

Questo non per giustificare la mia abitudine di mangiare come un maialetto, o per giustificare quello che per mesi è stato il sottotitolo del blog, “qui si mangia con i coltelli”. Io sono per le buone maniere, là dove sono necessarie, ma sono anche per il lasciarsi un po’ andare, suvvia.

Mi ricordo di mie compagne al liceo che piagevano per un 9, perché si meritavano 9 e mezzo, penso a persone che anche adesso non sanno prendersi in giro, mi viene in mente un certo Presidente del Coniglio, penso anche a gente su Flickr che cancella i commenti negativi e fa dei manini per avere sempre le proprie foto su Explore (che è quell’affascinante strumento che vedete anche a destra sul mio blog, chiarisco per i non frequentatori di Flickr).

A me mi piacciono quelli che sanno mantenere un minimino di autoironia (e lo dico da persona che fino all’adolescenza è stata una seriosissima che non sapeva stare agli scherzi; beh, le persone così sono noiose!). Anche quando le cose vanno male. Anche quando ti sei svegliato con la faccia da culo e non avevi voglia di mettere il piede giù dal letto: ti guardi allo specchio, ti dici “ve’ mo’ che faccia da culo!”, ti fai una risata e parti. Oh insomma.

Tutto questo ambaradan perché oggi volevo farmi un autoritratto, non mi veniva fuori nulla di decente, così ho pensato “Ma siiii!! Sputtaniamoci un po’!!” e ho pubblicato questa.

* * *

bleah 017hahahatimbrocornice

* * *

Su Flickr, Facebook, e pure qua.

Tiè. Vado a vedermi Futurama.

Photo evidentement by me.
 

Qualcuno è diventato grande e l’estate è finita… 24 Settembre 2009

…buonanotte, questa notte è per te.

Il matrimonio è stato davvero bello. Ma partiamo dall’inizio, perché anche il giorno prima è stato davvero bello.

Innanzitutto c’è stato l’”addio al nubilato” a casa della sposa, e le abbiamo dato (con Pallasinistra, dopo averla mandata a fanculo per il grande aiuto datomi per la preparazione della festa, abbiamo fatto una tregua) il regalo. La sposa ha inizialmente fatto una faccia a metà tra il divertito e il terrorizzato quando ha letto il biglietto, poi ha aperto il regalo, sentenziato “allo sposo le manette piaceranno un sacco”, e infine si è messa a ridere.

* * *

esterina 008bnmarchio

* * *

Poi, mentre le stavo consegnando le chiavi dell’appartamento di Parigi (il mio regalo per gli sposi), abbiamo sentito dei rumori da fuori e ci siamo precipitate in terrazza a vedere. E abbiamo fatto bene, o ci saremmo perse un regolamento di conti tra due bande del Pilastro, con tanto di mazze da baseball e spranghe con funi attaccate. Affascinante. Poi non hanno fatto nulla, tutta scena con estintori e dimostrazioni di forza, ma niente mazzate. Ahhh.. il villaggio.

Il giorno dopo, c’è stato il matrimonio. L’unica pecca della cerimonia è stato il sermone (chissà se poi si chiama sermone quello dei testimoni di Geova? se qualcuno ne sa qualcosa, prego mi corregga) del ministro di culto. Voglio dire, io non ero d’accordo con le cose che diceva – esempio: quando ribadiva che con il matrimonio l’uomo diventa la mente, il capo, che dice al corpo, ossia la donna, quello che deve fare, stavo per alzare la mano e citare Il mio grosso grasso matrimonio greco, “L’uomo sarà anche il capo, ma la donna è il collo, e può far muovere il capo come e quando lo dice lei!” – ma anche ammesso e non concesso che fossi d’accordo con i precetti biblici, era necessario paragonare il matrimonio a una lavatrice e dio al tecnico riparatore in caso di guasti? il matrimonio alla linea telefonica e dio all’operatore di call center a cui chiedete aiuto (cito: non è forse brutto quando vi risponde la voce metallica che vi dice “premere il tasto uno”?). Ma dico io, stai facendo un sermone a un matrimonio o pubblicità occulta all’89 24 24?

Sorvoliamo. Il resto è stato perfetto, il cibo era buonissimo ed eravamo tutti stesi dopo il terzo primo. Abbiamo anche cantato (io, Pallasinistra e la sposa ci siamo esibite in una favolosa quanto agghiacciante versione di “I don’t wanna miss a thing” degli Aerosmith – con tanto di scream alla Steve Tyler, notare).

Lo sposo era adorabile, prima della cerimonia non riusciva nemmeno a stare fermo in piedi.

L’Esterina era bellissima.

Gli annali ricorderanno il giorno 20 settembre 2009 come uno dei pochi giorni in cui la Ragazza con la Valigia si sia commossa in pubblico (per poi piagnucolare come una fontana a casa, mentre guardava le foto della cerimonia, senza che nessuno la vedesse).

* * *

esterina 055bistimbro

esterina 065bistimbro

* * *

photos by me.
 

Figli dell’antibiotico 18 Settembre 2009

Notando la scia di successo (segue lungo coro di applausi) (prego, fare click su lungo coro di applausi) che ha avuto il post sugli annunci delle escort – quasi si può pensare di farne una rubrica mensile.

Ho iniziato questo post come le puntate dei Simpson, ossia il début non c’entrava assolutamente nulla con lo svolgimento.

Domani (o meglio ENTRO domani) dovrei organizzare un minuscolo addio al nubilato per una delle mie migliori amiche che si sposa domenica (ahi, che dolore.. 22 anni). Bene. Non ho idea di cosa fare e quelli che ti dovrebbero dare una mano non ti cagano di pezza quando chiedi consigli.. ogni riferimento a fatti, luoghi o persone di nome Pallasinistra è puramente casuale! woodoo

Tenendo conto che la futura sposa è una testimone di Geova, film porno, spogliarellisti ed escorti (com’è il maschile di escort?) sono da evitare – anche se la tentazione di chiamare trans novità con grossissimo giocattolo funzionante garantito del post di cui sopra è stata forte.

Pensavo, grazie all’aiuto dell’Imma, che fare un pic nic-merenda sui colli sarebbe carino, se il tempo collabora. Magari con i palloncini rosa e neri, tanto per fare pendant con il regalo.

Almeno ci salveremo con il regalo. Che contiene:

una fornitura da 18 preservativi assortiti, più due non utilizzabili – a meno che non si desideri un figlio del preservativo fallato, oltre che dell’antibiotico – firmati “I ♥ Paris” (la futura sposa ha avuto la brillante idea di farsi venire un attacco di appendicite 3 settimane prima del matrimonio, e con l’antibiotico la copertura della pillola va un po’ a farsi benedire) (così il chirurgo – N.d.R. che si deve sposare pure lui domenica – le ha detto “Signorina, usi altre precauzioni, non sa quanti figli dell’antibiotico ci sono in giro!”);
manette pelose rosa (non sappiamo cosa potrebbe succedere in luna di miele);
dadi che si illuminano al buio che danno indicazioni sulle posizioni da assumere e le cose da toccare (essendo la loro prima notte, non sono molto esperti. potrebbe essere utile dar loro una mano);
un lecca-lecca a forma di pene al gusto fragola (sarei curiosa di vedere la faccia dello sposo).

Il tutto dentro ad una bellissima cesta di vimini nera chiusa da un nastro di raso rosa. Con un bigliettino rosa chiuso da un nastro di raso nero. Minchia.

PS. Imma non sai quanto ti sto adorando in questo momento che parliamo su MSN dell’organizzazione.

* * *

IMGP3287bis

* * *

PPS. Io tutte queste cose le sto allegramente scrivendo su internet perché nè il futuro sposo nè la futura sposa frequentano la rete. La futura sposa non ha nemmeno il computer in effetti.

Photos by me.
 

Scrivo un testo… sterone. 17 Settembre 2009

Tutta contenta per la nuova interfaccia del blog, mi è venuta un po’ di ispirazione pseudo-letteraria.

La love story dell’estate pare essere stata quella tra la Canalis e George Clooney. Prima di questo nefasto avvenimento, la sottoscritta apparteneva a gruppi su Facebook quali “Bussa da me, George, che pure senza Martini ti faccio entrare”, e lo annoverava (pausa di 30 secondi buoni per rileggere ad alta voce la parola annoverava per essere sicura di averla scritta come si deve) nella sua top ten di uomini. Ma George, come mi sei caduto in basso! Adesso, nemmeno con 5 casse di Martini ti faccio entrare.

Così, per mettere qualche bel viso sul blog, ora – alle 4 meno un quarto di notte, ‘mbè? le lezioni iniziano il 30! – mi metto a ristilare la mia personalissima compilation. kukuku

1. Kurt Cobain. Sebbene solitamente gli eroinomani che non si lavano mai i capelli non mi facciano propriamente impazzire, lui ha qualcosa in più. Credo che sia entrato in classifica – scalandola rapidamente per giunta – nel momento in cui l’ho sentito parlare delle tartarughe, in questo film-documentario-intervista su di lui (vi consiglio caldamente di vederlo, tra l’altro si può trovare integralmente su youtube).

kurt-cobain

2. Che Guevara. Al di là delle idee politiche, che pure sono interessanti e pienamente condivisibili, l’incarnazione del verso gucciniano gli eroi son tutti giovani e belli. Ahhhhh.

che_guevara

3. Craig David. Il mio fidanzato ufficiale. Non si può non amarlo nel momento in cui, in “All the Way”, canta il verso ain’t nobody looking to fight. Un attimo di silenzio sempre, in quel pezzo di canzone. Pallasinistra può confermare.

CRAIG DAVID

4. Alessandro Gassman. In teoria, nemmeno il manzo latino – come l’eroinomane che non si lava mai i capelli -  è il mio target favorito. Ma ha tutto il testosterone che serve per essere, ai miei occhi, la rappresentazione umana del dio Ares, e questo basta.

GassmanAlessandro

5. Gaspard Ulliel. Attore francese misconosciuto ai più, l’ho conosciuto con il film misconosciuto ai più “Les Egarés”.

gaspard-ulliel-17

6. Pharrell Williams. Protagonista incontrastato dei miei sogni. Dio solo sa quante volte è entrato nella mia psiche notturna – senza combinare mai, tra l’altro, perché in qualche modo suona sempre la sveglia.

Pharrellbn

7. Gregory Peck. Un po’ stagionato (leggi: morto), ma conserva sempre un certo fascino.

ss1

8. Peter Pan. Qualcosa da ridire?

peter-pan

9. Desmond Harrington. Altro attore misconosciutissimo. Riesce a piacermi persino con i capelli a scodella in Giovanna d’Arco di Luc Besson. In The Hole, le mie ovaie iniziano a ballare la polka.

Desmond-Harrington02bn

10. Primo Reggiani. Altro attore. Qui i maligni diranno che è nella mia top ten solo perché assomiglia ad un certo topo, ma il punto è che mi piace, tout court. Fine. Poche pippe. Il fatto che io non abbia mai visto un suo film non conta.

primo_reggiani_alla_premiere_di__die_hard_4_2038bn

Non sono entrati nella top ten, ma di poco:  Zinedine Zidane (tutte quelle zeta mi affascinano), Will Chalker (il modello del profumo XS di Paco Rabanne), Flo Rida (ma lui entra ad honorem solo per il fatto che, al contrario del misero Clooney, a TRL è letteralmente fuggito dalla Canalis pur di non farsi intervistare da lei una seconda volta in inglesiano) (con lei che peraltro lo rincorreva urlando “Flo Rida, please, come here! Please!!”), il Subcomandante Marcos (perché, a mio avviso, sotto tutto il passamontagna, è bello da matti), il principe William (l’unico uomo con il quale prenderei in considerazione il matrimonio) e Brad Pitt (non l’ho messo perché è un po’ abusato).

Il fatto che nella mia classifica siano presenti tre uomini morti, e uno immaginario, è da una parte preoccupante, dall’altra c’è da dire che almeno a loro non capiterà mai una vergognosa uscita dalla top ten come quella di Clooney.

 

Lascio un post inutile e una foto (e sì, ho cambiato l’interfaccia, avevo voglia di cambiare e non mi brontolate perché può essere che in futuro torni a quella vecchia XD) 16 Settembre 2009

Non che avessi nulla di particolare da dire, ma siccome non mi sembra giusto lasciare il blogghino abbandonato come ho fatto vergognosamente in agosto, scrivo qualcosina.

Tra poco ricominciano le lezioni. Quest’anno abbiamo dei favolosi corsi opzionali e non vedo l’ora di iniziare storia delle donne nel mondo classico e lingua e letteratura sanscrita. Nessun commento nè sulla lingua e la letteratura sanscrita, nè sull’inutilità di questo post.

Ho il blocco dello scrittore.

Almeno lascio una foto, fatta ieri con Pallasinistra (meno male che la piccola Pentax ha retto in batteria dove la Canon ha momentaneamente fallito).

IMGP3294timbro

PS. Aspetto il mio “amore lesbico”. Per coloro che non sanno chi sia, attendere maggiori sviluppi o chiedere ulteriori informazioni via mail XD Spero che ci saranno maggiori sviluppi. Coloro che sanno a cosa mi riferisco, preghiamo insieme il dio delle connessioni.

PPS. Oggi, grazie a Cesco, ho guardato per la prima volta un video-intervista a Noemi Letizia. Ma (lasciando perdere tutte le considerazioni politiche e non) sono l’unica a cui viene l’occhio un po’ tremulo e pronto al bagnomaria quando la sente dire “Io sono dolce, e do nomignoli alle persone CHE voglio bene”? E’ troppo chiedere un uso proprio dei pronomi relativi?